repubblica.it, 27 ottobre 2026
Faac, 15 milioni dalla Curia per beneficenza. Zuppi dice no ai fondi che volevano l’azienda
Crescono gli utili distribuiti dalla Faac alla Chiesa di Bologna. La multinazionale dei cancelli automatici di Zola Predosa, lasciata in eredità alla Curia nel 2012 dall’ultimo proprietario Michelangelo Manini, ha infatti arricchito la cedola al suo unico azionista toccando per la prima volta i 15 milioni di euro, rispetto ai 12,4 dell’anno scorso (e i 6 milioni del 2024), che vengono usati per azioni di beneficenza.
Lo comunica il presidente esecutivo del gruppo Andrea Moschetti, incaricato dalla Chiesa per guidare l’azienda, proprio nel giorno in cui Faac Technologies annuncia due nuove acquisizioni di imprese all’estero, la Peters Türanlagen in Germania e Rubek Automatic Doors in Australia, due imprese di servizi attorno ai 5 milioni di ricavi e 40 dipendenti ciascuna che contribuiscono ad arricchire il già ricco portafoglio di partecipazioni della Faac. Che nel frattempo tornerà quest’anno a crescere, dopo una battuta d’arresto nel 2025. «Prevediamo di raggiungere i 750 milioni di ricavi, con un aumento dovuto sia alle acquisizioni che per crescita organica», spiega Moschetti.
Sono numeri che da anni fanno gola a diversi fondi d’investimento, che si sono fatti avanti per investire o acquisire quote della Faac. ma che sono sempre stati respinti. Lo spiega lo stesso cardinale, Matteo Zuppi, dopo averne parlato nel corso della sua missione pastorale a Zola Predosa, in provincia di Bologna: di recente l’ultimo rifiuto ha sbarrato la strada a un grande fondo d’investimento americano. «Abbiamo detto di no – spiega Zuppi – perché i fondi hanno come unico obiettivo l’aumento del fatturato e del profitto, mentre il centro dell’economia deve essere l’uomo. È chiaro che i conti devono essere a posto, ma il profitto non è l’unico parametro per valutare il valore del lavoro».
Resta il fatto che «l’azienda va bene e non ci sarebbe ragione di vendere – concorda Moschetti – perché distribuisce dividendi e aumenta il proprio valore». Non solo. Dal 2012, anno dell’arrivo della Chiesa come azionista, i dipendenti a Zola sono cresciuti dai 250 di allora ai 500 di oggi, e di pari passo sono cresciuti i risultati di bilancio.
Faac, 750 milioni di ricavi previsti
Nel 2024 i ricavi hanno toccato i 698 milioni, diminuiti a 677 l’anno seguente, ma quest’anno si prevede appunto di salire in maniera decisa attorno ai 750 milioni, con un Ebitda, il margine operativo lordo, a 120 milioni, rispetto ai 100 dell’anno scorso. Di pari passo sono aumentati i dividendi per la Chiesa: 12 milioni distribuiti nel 2023, 12,4 milioni nel 2024 e 15 milioni distribuiti a giugno 2026 per i risultati nell’anno 2025. «Nel frattempo portiamo avanti le acquisizioni, tutte autofinanziate», sottolinea Moschetti, che segnala che il mercato americano va molto bene «nonostante i dazi» e che tira anche il mercato africano, mentre in Italia «si soffre un po’».
La Faac coi numeri attuali è valutata complessivamente circa 2 miliardi di euro. «Ma l’azienda – ribadisce il presidente del trust – non è in vendita».