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 2026  ottobre 27 Martedì calendario

Melonellum: depositati i ricorsi in 25 tribunali

Contro il Melonellum ora parlano le carte. Otto motivi di illegittimità costituzionale. “I ricorsi stanno per essere depositati in queste ore, molti già lo sono, in tutti i distretti di Corti d’Appello d’Italia. Ed è la prima volta che c’è questa contemporaneità nella storia della Repubblica: a segnalare un pericolo. Quindi la nostra promessa, fatta ai cittadini quindici giorni fa, condivisa con tutte le associazioni,i giuristi e gli attivisti della Rete per un voto libero e uguale, è stata mantenuta”, annuncia Roberto Zaccaria. “E tanti di quei ricorsi hanno firme particolarmente autorevoli. Ne cito due, ma solo come esempio: dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi al presidente emerito della Consulta, Ugo De Siervo”.
Eccolo, il via ufficiale alla contesa. Che forse “ha innescato già una gara”, come la chiamano scherzosamente Zaccaria e l’avvocato Adami. “Poiché a Trento il ricorso era già depositato da sabato scorso, il Tribunale civile di quel distretto ha già fissato l’udienza, la prima in assoluto sulla legge elettorale, per il 16 dicembre prossimo”. Sulla legge elettorale, scatta infatti formalmente il timing della partita che approderà in Corte Costituzionale: con i rilievi consegnati ai tribunali, i cui giudici valuteranno di sollevare la questione dinanzi alla Consulta.
In questa prospettiva, Zaccaria, che non fa velo del ragionamento apertosi sulla firma immediata del Capo dello Stato, dice: “È una mia opinione, ma penso che l’immediatezza con cui il presidente Mattarella ha firmato andasse anche nella direzione di favorire ogni spazio all’eventuale esame della Consulta. Se avesse rimandato alle Camere, ad esempio, si sarebbe consumato tempo prezioso”.
Una mobilitazione che viene rilanciata oggi, dalla Sala Nassirya del Senato, da Zaccaria, coordinatore della “Rete per un voto libero e uguale”, insieme con i costituzionalisti Enrico Grosso (che si è occupato della regia dei vari ricorsi), con Maria Agostina Cabiddu, e con gli avvocati Pietro Adami ed Anna Falcone. E mentre “è partita da tempo e va avanti la mobilitazione con la società civile”, si apre ora la fase squisitamente tecnica della battaglia, come chiarisce Grosso. “Molti di noi hanno criticato subito la sostanza e la modalità anche brutale” con cui il Melonellum “è stato imposto”. Ma è importante sottolineare per i cittadini che i ricorsi si riferiscono alla specifica cornice giuridica che é stata delineata dalla Corte Costituzionale, attraverso i paletti posti nelle sue sentenze“.
Otto motivi dei ricorsi, “ma tutti legati da un identico fil rouge – aggiunge Grosso – noi quindi affrontiamo uno ad uno i nodi che violano quelli che esemplarmente il professor Zagrebelsky ha definito su Repubblica ‘i principi di una giustizia elettorale’ “.
In estrema sintesi, i ricorsi mettono nel mirino: il premio di maggioranza e l’alterazione della rappresentanza; l’obbligo di indicare un candidato Presidente del Consiglio (una “trasformazione indiretta della forma di governo”); la questione dei candidati inseriti in liste bloccate; il riparto nazionale dei seggi e il rapporto tra elettori e territorio. Ed ancora: la mancata base regionale al Senato e il collegamento obbligatorio tra le due Camere. Senza dimenticare i capilista bloccati e candidature multiple (con “la scelta degli eletti che si allontana dagli elettori”); e l’equilibrio di genere e l’effettività della rappresentanza.
Molti i volti noti che firmano i ricorsi. Big del centrosinistra come Romano Prodi, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Livia Turco. Intellettuali e scrittori come Maurizio Maggiani, Maurizio de Giovanni, Luigi Manconi, Nando Dalla Chiesa, Luciano Canfora. Artisti come Monica Guerritore e Marisa Laurito. Con un siparietto ironico, Zaccaria infine aggiunge il nome di Rino Formica, il 99enne leader socialista e più volte ministro. “Formica alla sua età è motivatissimo, e abbiamo avuto una vivace e divertente telefonata. Perché lui insisteva: ’Roberto ma questa non é ancora legge, perché parlate di legge già in vigore. Essendo una riforma che modifica la forma della nostra Repubblica ha bisogno di quattro letture, anche Mattarella sicuramente lo ha fatto notare’. E io a dirgli che in realtà appare come legge ordinaria”. Mattarella ha sorpreso con la sua firma? Zaccaria ribadisce : “A parte che il presidente della Repubblica non è la Corte Costituzionale, a ciascuno il suo mestiere. Ma io penso che i tempi veloci della sua firma vadano incontro a questa esigenza di chiarezza che eserciterà la Corte. I tempi del suo vaglio? Io auspico e credo che potrà pronunciarsi probabilmente entro marzo. Non andremo a votare se non dopo quell’esame”.