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 2026  ottobre 27 Martedì calendario

Anthropic sbarca a Wall Street con l’Ipo record da 100 miliardi

Anthropic prepara il debutto a Wall Street: ieri ha depositato alla Sec i documenti per la quotazione. La società fondata nel 2021 dai fratelli Dario e Daniela Amodei e diventata in cinque anni una delle protagoniste del boom dell’AI generativa, si prepara a quella che potrebbe diventare l’Ipo più grande di sempre. Nella documentazione l’azienda, che ha prodotto il modello di intelligenza artificiale Claude, rende noto di volersi quotare al Nasdaq con il ticker «ANT». La quotazione dovrebbe avvenire nella settimana del 16 novembre, ma le tempistiche potrebbero cambiare. L’Ipo potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di dollari o più, portando la valutazione complessiva dell’azienda tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari, secondo il Wall Street Journal. Se questi numeri dovessero essere confermati, Anthropic potrebbe superare il record di SpaceX, sbarcata in Borsa a giugno con una valutazione di 1.770 miliardi al debutto e una raccolta totale di 85,7 miliardi.
Il documento di 335 pagine mostra che il fatturato di Anthropic è balzato a 16,3 miliardi di dollari nella prima metà di quest’anno, con un aumento di 14 volte rispetto all’anno precedente. L’azienda ha anche registrato una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari nella prima metà del 2026, rispetto a una perdita di 13 miliardi di dollari nello stesso periodo dello scorso anno. Per alimentare i propri modelli di AI, il gruppo si è impegnato a investire centinaia di miliardi di dollari in capacità di calcolo.
Nel documento Anthropic non ha rivelato quante azioni intende vendere né a quale prezzo. Tra i maggiori azionisti della società, ci sono i fondatori. Oltre al numero uno Dario Amodei, che detiene o controlla 245 milioni di azioni, figurano anche la sorella Daniela, Tom Brown, Jack Clark, Jared Kaplan, Sam McCandlish e Christopher Olah, che possiedono ciascuno oltre 200 milioni di azioni di classe A. L’Ipo è guidata da Goldman Sachs Group Inc. e Morgan Stanley, insieme ad altre 20 banche.
Un terzo del documento depositato da Anthropic è dedicato ai fattori di rischio. Si fa riferimento al fatto che l’intelligenza artificiale potrebbe comportare «rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità» e tentare di manipolare gli esseri umani. L’azienda avverte che i suoi modelli potrebbero agire in modo imprevisto, aggirare le misure di sicurezza e causare danni. E che questi comportamenti sono sempre più difficili da monitorare, perché i modelli sono sempre più abili a eludere i controlli e più veloci nell’operare in autonomia.
L’ingresso di Anthropic a Wall Street sarà un test per tutto il settore dell’AI. Se il debutto in Borsa dovesse deludere, questo riaccenderebbe i timori per un rischio bolla e i dubbi degli investitori sulla sostenibilità finanziaria degli investimenti da capogiro nell’intelligenza artificiale. Un’offerta di successo, invece, potrebbe ridare fiducia al mercato e ulteriore slancio al settore. Colossi come Meta, Google, OpenAI e la stessa Anthropic stanno investendo miliardi di dollari nella corsa all’intelligenza artificiale, con la speranza di diventare leader in un settore che sta cambiando la società. Quello che però si chiedono gli investitori è se il valore di queste società e soprattutto di questa enorme mole di investimenti superi i reali guadagni futuri, dato che la maggior parte dei profitti di questa rivoluzione si vedranno solo nei prossimi anni. Intanto la spesa per l’intelligenza artificiale continua a crescere e, secondo la società di consulenza strategica Gartner, dovrebbe raggiungere i 3.600 miliardi di dollari nel 2027, rispetto ai 1.800 miliardi di dollari del 2025. E le operazioni finanziarie per sostenere i costi di questa scommessa diventano sempre più ambiziose. Proprio ieri Meta ha annunciato un piano da 95 miliardi di dollari, attraverso l’emissione di nuove azioni, per finanziare i propri investimenti nell’intelligenza artificiale.