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 2026  ottobre 27 Martedì calendario

Mattarella e il servizio sanitario: tutelarlo è una priorità assoluta

Nel capoluogo toscano Sergio Mattarella arriva (come sempre) in treno. Accolto a Palazzo Vecchio dalla sindaca Sara Funaro, il presidente apre il Festival delle Regioni parlando del rischio che le fake news inquinino il dibattito pubblico e delle sorti del servizio sanitario nazionale: un campo di «assoluta priorità», da preservare e sviluppare.
È il presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a introdurre il tema di «uno dei grandi patrimoni della Repubblica», con un monito alla politica e alle istituzioni: «Il diritto alla salute non può diventare terreno di scontro quotidiano», la sanità «non si governa con la paura elettorale». Mattarella rilancia Fedriga ribadendo che la sanità pubblica è «uno dei sistemi universalistici di maggior valore», poi ricorda i 15,6 miliardi di finanziamenti del Pnrr per la sanità.
Oltre alle luci, il capo dello Stato lascia intravedere le ombre. La pandemia ha mostrato i limiti del servizio sanitario. Il Pnrr ha consentito alle Regioni di avviare un adeguamento organizzativo «significativo», ma adesso bisogna «garantire che le innovazioni si consolidino e che i cambiamenti migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati». Lasciando sullo sfondo la riforma dell’Autonomia, Mattarella sprona i governatori ad agire con senso di responsabilità che interpella «in maniera ineludibile» tutte le Regioni, in particolare quelle in ritardo «rispetto a standard adeguati».
Alla Ue il presidente riconosce la bontà del modello del debito comune, che ha consentito all’Italia investimenti «di portata rilevante» e si augura che Bruxelles valuti lo stesso metodo «con riferimento ad altri fondi europei». E alla politica, che litiga in vista delle urne, raccomanda «l’unità di intenti, la proficua collaborazione, il perseguimento di obiettivi condivisi».
Uno di questi è l’urgenza di imporre regole nazionali e comunitarie per quella tecnologia «straordinaria» che è l’intelligenza artificiale. Non dobbiamo averne paura, ma è urgente agire «con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati». Non possiamo restare spettatori del «potere computazionale», perché in gioco ci sono «i valori fondativi della centralità della vita umana e della nostra democrazia».
Il pericolo è serio. Prova ne sia la manipolazione dell’informazione che, anche attraverso notizie false lanciate in rete, ha il potere di «condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte non solo a livello commerciale». Basti vedere quel che è successo a Milano, le vetrine spaccate, i vandalismi e i saccheggi, frutto avvelenato del tam tam sui social. La Ue ha varato una disciplina tra le più avanzate per impedire impieghi «contrastanti con l’interesse generale». Tuttavia bisogna mettere un freno, se non vogliamo che i robot finiscano per superare gli umani.