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 2026  ottobre 27 Martedì calendario

Neppure nelle roccaforti Trump è più al sicuro

Cosa è andato a fare ieri Trump in Mississippi, a pochi giorni dalle elezioni di midterm? È uno Stato che non elegge un democratico al Senato dal 1982 e dove Trump ha vinto con un vantaggio del 23% nel 2024, ma la visita è segno di come il suo partito sia sulla difensiva anche nelle zone più tradizionalmente repubblicane del Paese.
Trump sosterrà la campagna per la rielezione della senatrice repubblicana Cindy Hyde-Smith a dimostrazione di come il Mississippi sia emerso quale campo di battaglia inaspettato in questa tornata elettorale. I democratici si dicono speranzosi che il loro candidato, il procuratore distrettuale Scott Colom, possa battere la senatrice in carica dal 2018. Colom promette di migliorare l’accesso alla sanità, di ridurre l’inflazione e di lottare contro la corruzione; punta su una coalizione di elettori bianchi e neri della classe lavoratrice, e ha ricevuto l’endorsement di Obama, dei senatori Cory Booker del New Jersey e Raphael Warnock della Georgia, entrambi neri. Anche se il candidato non pone l’accento su questo, se vincesse sarebbe anche il primo senatore afroamericano da 150 anni in Mississippi, dove i neri sono il 37% della popolazione (la percentuale più ampia di ogni altro Stato americano).

È diventato virale un suo spot elettorale in cui si ironizza sulla risposta fuori luogo della rivale all’aumento dei prezzi della carne bovina. «Hai tantissime proteine tra cui scegliere», ha detto lei in un’intervista. Il video mostra un uomo che griglia la carne: «Scegliere un’altra proteina? Preferisco scegliere un altro senatore». Hyde-Smith resta comunque la favorita, ma il margine di distanza da Colom si sta riducendo. Un sondaggio di Change Research (sponsor democratico) li dà ad appena tre punti di distanza, anche se i mercati predittivi (Polymarket) le attribuiscono comunque l’87% delle probabilità di vincere.
Insomma, la mappa dei seggi che i democratici provano a conquistare si è estesa al di là dell’immaginabile in queste ultime elezioni di midterm, ma devono affrontare una sfida ardua per riconquistare il Senato: devono strappare quattro seggi attualmente in mano ai repubblicani, compresi alcuni in Stati in cui Trump ha vinto con un margine a doppia cifra. Quel che è certo è che sono riusciti a mettere i rivali sulla difensiva.
I leader democratici ritengono di avere diverse possibilità per conquistare la maggioranza al Senato, puntando anche su Stati a forte tradizione repubblicana come il Texas, dove un democratico non viene eletto al Senato da 38 anni, l’Iowa e l’Alaska (da 18 anni), e il Kansas, dove bisogna risalire a 94 anni fa. Negli ultimi giorni il super Pac (comitato di azione politica) allineato con il leader dei democratici al Senato Chuck Schumer, ha investito un milione di dollari in spot elettorali in Mississippi.
Solo dopo il 3 novembre sapremo fino a che punto i democratici riusciranno a penetrare nell’America repubblicana, ma gli strateghi del partito sostengono che eventuali vittorie potrebbero metterli in una posizione favorevole per il futuro.