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 2026  ottobre 27 Martedì calendario

Trump vuole delegittimare il voto: «Un milione a chi denuncia brogli»

Trump ha detto ieri ai giornalisti che il voto in Brasile «sembra un’altra elezione truccata». Ma la sua attenzione è soprattutto rivolta in patria. Poco prima infatti il presidente ha annunciato che chiunque denunci brogli che portano ad arresti e condanne per le passate elezioni negli Stati Uniti o in quelle di midterm del prossimo 3 novembre riceverà una ricompensa di un milione di dollari.
Da mesi Trump mette in discussione l’integrità delle elezioni statunitensi, avvalendosi al contempo del governo federale per cercare di esercitare un maggiore controllo sul processo elettorale, che è di competenza degli Stati e del Congresso. La scorsa settimana il presidente ha inaugurato una nuova strategia: l’attacco preventivo. Il dipartimento di Giustizia ha chiesto a un tribunale federale di bloccare temporaneamente la certificazione dei risultati delle elezioni al Senato in Alaska nel caso in cui il repubblicano Dan S. Sullivan dovesse perdere per un margine minimo (ovvero se risultasse vincitore qualora i voti assegnati al candidato Daniel J. Sullivan Jr., che ha un nome simile al suo, fossero attribuiti a lui). Trump e i repubblicani sostengono che la presenza di un altro candidato con un nome quasi identico creerà confusione e favorirà la candidata democratica Mary Peltola. Trump si è attribuito il merito di aver ordinato al dipartimento di Giustizia l’azione legale in Alaska, un intervento straordinario che potrebbe decidere quale partito avrà il controllo del Senato: «Sono io che ho detto: “Fallo”».
Gli esperti giuridici ritengono improbabile che l’azione legale abbia esito positivo. La Corte suprema dell’Alaska ha già concluso a giugno che il «secondo» Sullivan, maestro delle elementari in pensione, può apparire sulla scheda. Ma questa mossa della Casa Bianca potrebbe comunque minare la fiducia di una parte degli elettori nell’esito del voto e il ricorso federale potrebbe fornire una copertura ai funzionari statali per mettere in discussione i risultati delle elezioni. Peltola chiede al giudice di archiviare la causa prima del voto.
Il dipartimento di Giustizia ha avviato una raffica di altre indagini pre-elettorali. Il 12 ottobre agenti federali hanno perquisito la casa della deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar nell’ambito di un’indagine su una possibile frode in materia di immigrazione. Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione sta preparando un fascicolo per cercare di privare della cittadinanza la deputata, nata in Somalia, e di espellerla. Il 15 ottobre, il dipartimento ha citato in giudizio la California sostenendo che circa 20.000 persone registrate per votare nel midterm potrebbero non essere cittadini americani e ha chiesto che le loro schede inviate per posta non vengano conteggiate finché la loro cittadinanza non sia verificata. «Ci aspettiamo che le forze dell’ordine prevengano i danni, non che si limitino a documentarli», ha detto il dipartimento di Giustizia. Le autorità californiane hanno contestato la legittimità della richiesta e l’affidabilità dei dati federali.