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 2026  ottobre 26 Lunedì calendario

Microsoft, maxi piano di incentivi all’esodo: coinvolte fino a 60 mila persone

Più intelligenza artificiale, meno lavoratori. Quel che il mondo teme, Microsoft vuole attuarlo come precisa strategia aziendale. Ieri la società con sede a Redmond, una delle grandi protagoniste della corsa dorata agli algoritmi, ha annunciato un piano di incentivi all’esodo volontario che potrebbe coinvolgere fino a 60 mila dipendenti, cioè un quarto della sua forza lavoro. L’obiettivo è ridurre i costi, liberando spazio per i mastodontici investimenti in centri dati che, come le rivali di Big Tech, sta mettendo in campo.
La tendenza a ridurre la forza lavoro, per analoghe ragioni, è in questo momento comune a quasi tutti i colossi americani del digitale, da Google a Facebook, che per la prima volta nella loro storia vedono la propria proverbiale solidità finanziaria messa in questione. Il piano di Microsoft, che arriva a due giorni dalla presentazione dei conti del trimestre, riguarda dipendenti in Stati Uniti, Canada, India e Gran Bretagna, in rami aziendali giudicati in questa fase non centrali, come Xbox, Windows e Copilot.
«L’offerta dà ai dipendenti che stanno considerando un futuro al di fuori della società la possibilità di fare questa scelta con un supporto», ha detto il capo del personale Amy Coleman. A luglio un incentivo alla pensione anticipata fu accettato dal 30% dei lavoratori eleggibili, circa 9 mila. Questa buonuscita, che si annuncia in linea con quelle di norma offerte negli Stati Uniti, dovrebbe raccogliere adesioni ben più contenute.
Microsoft, il cui titolo è salito in Borsa dopo la notizia, è oggi la terza società al mondo per capitalizzazione di Borsa, quasi 4 mila miliardi di dollari. Nel corso del 2026 dovrebbe investire circa 175 miliardi di dollari in centri dati e chip, oltre il doppio dello scorso anno. Il business dell’IA, pur in grande crescita, al momento frutta su base annuale 37 miliardi di dollari.