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 2026  ottobre 26 Lunedì calendario

Alto Adige, boom di turisti asiatici. Ma c’è chi lamenta: «Perdiamo i clienti tedeschi»

Da sempre il turismo rappresenta un volano per l’economia dell’Alto Adige. Nel 2025 si sono registrati oltre 38,2 milioni di pernottamenti, mentre solo ad agosto di quest’anno ci sono stati oltre 1, 3 milioni di arrivi. Come conferma la direttrice dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano, Roberta Agosti, gli ospiti che arrivano dall’Asia rappresentano una fetta sempre maggiore delle presenze sul territorio, collocandosi al quarto posto dopo Italia, Germania e Stati Uniti. Si tratta soprattutto di sudcoreani, cinesi, giapponesi e taiwanesi. «È un pubblico diverso – spiega – che si ferma ancora poco e su questo dobbiamo lavorare». Inoltre, la direttrice dell’Azienda di Soggiorno sottolinea che molti turisti asiatici tendono a concentrarsi su poche località già molto gettonate: «Dobbiamo informarli anche sul resto che c’è da vedere. Il nostro territorio ha molto da offrire oltre alle mete iconiche conosciute a livello internazionale».
Gli albergatori
È dello stesso avviso anche Klaus Berger, presidente dell’Unione albergatori dell’Alto Adige: «Per noi i principali mercati restano quelli di Germania, Austria e Svizzera. Con i social media i turisti asiatici arrivano senza bisogno di organizzare campagne pubblicitarie, ma il problema con loro è che prenotano le vacanze molto in anticipo rispetto ai clienti abituali italiani e tedeschi, occupando poi le stanze». In altre parole, il turismo “mordi e fuggi” rischierebbe di allontanare i visitatori “storici”, in particolare quelli che prenotano a ridosso delle vacanze.
Sicurezza in montagna
Il presidente del Club alpino italiano (Cai), Carlo Zanella, solleva invece un’altra criticità: «Non è molto tempo che i turisti asiatici frequentano le nostre montagne e devo dire che sono sempre molto rispettosi e ordinati, ma spesso non sono attrezzati per affrontare i sentieri. Salgono in montagna calzando le ciabatte e questo è un rischio per la loro sicurezza». Anche Zanella evidenzia le incognite legate al turismo “mordi e fuggi”: «Di solito si fermano solo un paio di giorni, arrivano in pullman e il giorno dopo sono a Cortina, a Venezia oppure a Milano. Ciò può creare dei problemi con gli affezionati turisti germanici, che hanno già iniziato a lamentarsi dei prezzi e dell’overtourism». Dalla Val di Funes al Seceda sono sempre di più i visitatori asiatici che scelgono l’Alto Adige. «Ho visto una coppia che faceva le foto per il matrimonio – racconta Zanella —. Sicuramente faranno la felicità di alcuni albergatori, ma non altrettanto dei residenti, che ormai vedono le loro valli invase da turisti di ogni nazionalità».
Overtourism
Tra stereotipi e realtà, i flussi turistici sono un fenomeno complesso che necessita di essere governato. Nel recente passato, in Alto Adige, sono andate in scena clamorose proteste e provocazioni – dai tornelli alla “corsa schiva-turisti” – messe in atto dalla popolazione contro l’overtourism. Il turismo di massa fa alzare il costo della vita e soprattutto fa aumentare gli affitti e i prezzi degli immobili, spesso convertiti in case vacanza. Inoltre, anche le piccole attività come alimentari e artigiani vengono via via sostituite da brand internazionali, negozi di souvenir e grandi catene. E da questo punto di vista a pagare il prezzo maggiore sono sicuramente i residenti.