corriere.it, 26 ottobre 2026
Commissione Covid, scambio di accuse nell’audizione di Speranza
Teso, determinato, quasi commosso Roberto Speranza, oggi deputato del Pd ma durante la pandemia ministro della Salute, affronta la commissione Covid. E va all’attacco: «L’unico obiettivo di questa commissione è apparso, troppo spesso, quello di colpire malamente i propri avversari politici. E provare a raccogliere qualche consenso di gruppi negazionisti e antiscientifici. Spero che oggi mi farete ricredere ma ho visto come le stesse domande che alcuni commissari rivolgono agli auditi servono più a pubblicare qualche video sui social che a rafforzare la nostra capacità di risposta alle sfide che ci attendono per il futuro. Questo dovrebbe essere, invece, l’unico obiettivo condiviso di una commissione istituzionale. Vi segnalo solo per opportuna consapevolezza che è già molto robusta la macchina del fango che alimenta odiatori (on line ma non solo) a cui sono ormai abituato con minacce continue che non si sono mai fermate in questi anni alla vita mia e anche purtroppo a volte dei miei familiari».
La chiusura è altrettanto amara: «Peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla. Lo diceva papa Francesco. Purtroppo questo rischio si corre». Il presidente Lisei, ripresa la parola, si è lamentato che la relazione di Speranza fosse stata resa pubblica, tramite agenzie di stampa, prima che l’ex ministro la pronunciasse in commissione: «O hanno doti divinatorie o lei ha passato l’intervento ai giornalisti».
Alice Buonguerrieri di FdI, prima di intervenire per la maggioranza, è subito dura nel merito: «Onorevole Speranza, lei non ha fatto nessuna autocritica. Ha citato tanti studi: ma da chi sono finanziati gli istituti che li hanno prodotti?». Buonguerrieri accusa anche Speranza di ridicolizzare «chi soffre per i vaccini. Non si sente di chiedere scusa per certe dichiarazioni in tv come quella contro un ragazzo in sedia a rotelle per via del vaccini, ospite della trasmissione Fuori dal coro?», gli domanda.
Secca la replica di Speranza: «Questa è propaganda è campagna elettorale. Lei mira a fare un video per i social». Ma Buonguerrieri chiosa: «Lei non sta rispondendo a nessuna domanda. Lei non è qui per giudicare le domande». Pure il capogruppo di FdI alla Camera e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid, Galeazzo Bignami, accusa Speranza, assimilando la sua audizione a quella di Conte: «Sa di aver sbagliato molto, ma non ha ammesso errori e omissioni, perseverando con ostinazione nella difesa di un sistema che è costato la vita a decine di migliaia di italiani abbandonati dallo Stato. Una narrazione autoassolutoria e autocelebrativa che dimostra come chi doveva tutelare la salute pubblica facesse in realtà politica sulla pelle dei cittadini». Bignami ha poi proseguito: «La verità che emerge dagli atti, incluse le pressioni dell’allora Capo di Gabinetto Zaccardi stigmatizzate dalla Procura di Bergamo, è che si è preferita la strada dell’autoprotezione burocratica e politica: si è scelto di non richiamare il Piano del 2006 per non dover ammettere che, nei dieci anni precedenti a guida centrosinistra, nessuno aveva mai provveduto ad aggiornarlo».