corriere.it, 26 ottobre 2026
Simonetta Matone lascia la Lega per Forza Italia
«È vero: lascio la Lega, passo con Forza Italia». Simonetta Matone conferma al Corriere il suo strappo con Matteo Salvini, all’indomani del congresso straordinario del Carroccio a Milano, a cui non ha partecipato (aveva disertato, per motivi personali, anche l’appuntamento sul pratone di Pontida dello scorso settembre).
La deputata si è iscritta formalmente al gruppo azzurro. L’operazione era nell’aria da settimane, ma è stata tenuta segretissima dai vertici di FI, da Antonio Tajani al capogruppo Enrico Costa, gli unici informati di questo passaggio abbastanza clamoroso che rischia di minare ancora di più il clima nel centrodestra alla vigilia della Manovra.
Per la Lega, partire dal riconfermato segretario Salvini, è un colpo non indifferente.
Matone – romana, classe 1953 – è un volto mediatico di primo piano per la sua decennale frequentazione dei talk show (detiene, per esempio, il record assoluto di presenze a Porta a Porta da Bruno Vespa, oltre 330). È considerata la regina dei salotti televisivi per via della sua precedente attività: magistrato di lungo corso – soprattutto minorile e di Sorveglianza – da sempre molto sensibile al tema delle carceri, del disagio giovanile e della violenza sulle donne.
Da giovanissima – nel 1987 – diventa capo della segreteria del ministro della Giustizia Giuliano Vassalli. Molti anni più tardi ricoprirà altri ruoli tecnici di primo piano nei ministeri guidati da Mara Carfagna, Anna Maria Cancellieri e Paola Severino. Nel 2021 la Lega di Matteo Salvini – attraverso il suo proconsole laziale Claudio Durigon – la mette in campo per la fascia di sindaco di Roma, ma alla fine la spunterà il candidato di Fratelli d’Italia Enrico Michetti (con magri risultati). Nel 2022 per Matone arriva l’elezione in Parlamento.
Adesso dopo quattro anni ecco l’addio, arrivato dopo un lungo periodo di taciuto malessere politico. Ha confessato in queste ore l’ex magistrata agli amici: «Me ne vado per tre motivi: non sono stata valorizzata dal partito, il progetto del segretario sembra non contemplare più il Centro e il Sud e soprattutto non sono d’accordo con la deriva giustizialista, di estrema destra e antieuropeista di Salvini».
Matone, prima di lasciare la Lega, ha scritto due lettere: una indirizzata a Salvini, l’altra al vicesegretario Durigon. La scorsa settimana è stata protagonista delle cronache perché ha trovato nei bagni della Camera un anello con tre grandi pietre (poi risultati diamanti sintetici) e l’ha restituito ai commessi di Montecitorio. Adesso cerca un nuovo orizzonte politico.
Durigon commenta con una punta di veleno la notizia rivelata dal Corriere: «Simonetta è una persona molto preparata e una grande professionista, mi spiace che si accorga soltanto adesso ora, a pochi mesi dalle elezioni, che siamo un partito sovranista con una posizione chiara in Europa da anni, da quando venne candidata con la Lega in Parlamento».