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 2026  ottobre 26 Lunedì calendario

Impagnatiello, riconosciuta l’aggravante della premeditazione

È stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello nel processo d’appello bis per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi e uccisa con 37 coltellate il 27 maggio 2023 a Senago, nel Milanese. La Corte d’assise d’appello di Milano è stata chiamata a rivalutare l’aggravante, esclusa nel precedente giudizio di secondo grado, su indicazione della Cassazione. Impagnatiello è già stato condannato all’ergastolo ed è in carcere a Pavia. Il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione comporta «un isolamento diurno di tre mesi» sulla condanna all’ergastolo. Dopo la lettura del verdetto, i familiari della vittima hanno applaudito in aula. Ci sono poi stati abbracci tra la madre, la sorella e il fratello di Giulia e il loro legale Nicodemo Gentile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 45 giorni.
Per la rappresentante della pubblica accusa, la pg di Milano Maria Pia Gualtieri, l’imputato – che era presente in aula, seduto in prima fila, con dolcevita beige, giacca in velluto marrone, orecchini rotondi, a pochi passi di distanza dai familiari della vittima – «quando ha avuto contezza di essere stato sbugiardato» da Giulia e dall’altra donna, ciascuna inconsapevole dell’esistenza dell’altra, ha messo in atto il suo proposito. 
«La cifra dell’imputato è la menzogna nella vita e nel processo. Non badate alle parole, ha diritto di difendersi, ma ciò che conta sono le sue azioni». Poche ore prima dell’omicidio fa la ricerca internet «ceramica bruciata vasca da bagno» perché sa che «vuole uccidere Giulia e bruciarne il cadavere», copre il divano, invia un messaggio alla compagna per depistare. 
Per la pg, quella di Impagnatiello è «una personalità veramente orribile»: avvelena con un topicida «la donna che si doveva fidare di lui, con la quale condivideva il talamo» che portava in grembo Thiago. «Questa condotta mostra che non c’è solo premeditazione nel giorno del delitto, ma una perseveranza» nella «volontà di farle del male, ledere o uccidere. La premeditazione, questo dolo si esprime nella massima intensità già da dicembre (da allora sono presenti tracce di veleno nel corpo della 29enne secondo l’autopsia, ndr), da allora inizia questa volontà omicida». 
Per la pg Gualtieri «non si può dare spazio e credito all’imputato, da sempre aduso alla menzogna e che ha sempre ingannato tutti costruendo un castello di bugie, mentendo agli inquirenti». Per questo la pubblica accusa ha chiesto di riconoscere l’aggravante della premeditazione.
«Se l’omicidio di Giulia Tramontano fosse avvenuto il 27 maggio 2026 non saremmo qui a discutere sulla premeditazione del delitto che avrebbe avuto una sua specifica connotazione giuridica, di quello che è a tutti gli effetti un femminicidio», ha affermato Nicodemo Gentile, legale della parte civile. «Impagnatiello non ha avuto pietà di Giulia né quando era in vita né dopo la sua morte», ha aggiunto l’avvocato della famiglia Tramontano, sottolineando «le insidie» dell’imputato nel cercare di difendersi davanti alla Corte, consegnando una «versione piena di acrobazie». Gentile ha citato poi la sentenza del caso di Benno Neumair per il duplice omicidio di entrambi i genitori, condannato all’ergastolo con l’aggravante della premeditazione, definita anche dal fatto che «bastano 40 minuti per riconoscere la premeditazione di un omicidio, Impagnatiello ha avuto due ore per cambiare idea, se il topicida non basta, a partire dalla ricerca della ceramica bruciata». 
«Trovo beffardo e assolutamente spregevole dover entrare in un’aula di tribunale e trovarmi di spalle l’uomo che ha ucciso mia sorella e mio nipote», ha detto Chiara Tramontano, sorella di Giulia. La donna ha contestato il fatto che l’imputato potesse sedere in aula accanto alla propria legale «senza manette, che sono posate su un tavolo» mentre i familiari della vittima assistono al processo. «Io sono una donna che non ha la fedina penale di un assassino, mentre lui è un assassino che viene giudicato in quest’aula per aver premeditato un omicidio e aver ucciso mia sorella e mia nipote», ha affermato. «Io il mio ergastolo lo sconto tutti i giorni e nessuno mi concede un’eccessiva o un’ulteriore libertà», ha aggiunto.