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 2026  ottobre 26 Lunedì calendario

Lula conquista ancora il Brasile. Bolsonaro non si arrende

San Paolo Il vecchio leone ruggisce ancora. Luiz Inácio Lula da Silva festeggia il suo 81esimo compleanno con una vittoria inaspettata su Flávio Bolsonaro, 45 anni, figlio dell’ex presidente Jair. E conquista il suo quarto mandato presidenziale. Con una rimonta straordinaria, il leader indiscusso della sinistra brasiliana – e globale – ha sorpassato lo sfidante di estrema destra con il 51,78% dei voti contro il 48,22% dell’avversario.
Quando alle 21.09 ora locale (l’1.09 in Italia) il Tribunale elettorale ha confermato il risultato, nel centro di San Paolo è esplosa una festa incontenibile e le bandiere rosse con l’effigie dell’ex sindacalista barbuto, qui da tempo più famoso del Che, hanno riempito i tre chilometri dell’Avenida Paulista. Quaranta minuti dopo Bolsonaro ancora non aveva ammesso la sconfitta. E Lula aspettava a fare il suo discorso della vittoria.
È stata la competizione più serrata nella storia del Brasile. Fino all’ultimo ha tenuto con il fiato sospeso i suoi 160 milioni di abitanti. L’«Esercito di Lula», com’è chiamato il canale WhatsApp che ha guidato l’incredibile riscossa, ha risposto alla chiamata. E non soltanto online. Il Nord-est, tradizionale roccaforte del Partito dei lavoratori, dove al primo turno si era registrata una forte astensione, stavolta è accorso alle urne e ha confermato la fiducia nel suo enfant prodige, il figlio del sertão divenuto grande. È la prima volta che un candidato sconfitto al primo turno (45% a 47) ribalta il risultato al ballottaggio. Ancor più straordinario, dal momento che nessuno degli 11 candidati sconfitti il 4 ottobre gli ha dato il suo endorsement e che gli Stati Uniti tifavano apertamente per il suo avversario.
La «chiamata alle armi» ha funzionato anche con chi, magari lontano dal petismo (dalla sigla, Pt, del Partito dei lavoratori) ha votato contro l’estrema destra e il bolsonarismo. Anche in questo caso, ha funzionato la martellante campagna elettorale dello staff di Lula e la mobilitazione del mondo dello spettacolo, a partire dal mega-concerto organizzato sulla spiaggia di Copacabana da Caetano Veloso.
La giornata elettorale ha avuto anche forti momenti di tensione. Nel pomeriggio Lula ha protestato per la mancanza di autobus nello Stato di San Paolo, governato dalla destra, e ha chiesto di prolungare l’orario di apertura dei seggi «per le persone a cui è stato impedito di votare». Poco prima della prevista chiusura delle urne, alle 17 ora locale (le 21 in Italia) il Tribunale Elettorale ha deciso di estendere il voto di altre due ore.
Donald Trump prima aveva dichiarato: «Stiamo a guardare». Poi ha apertamente contestato la vittoria di Lula. Il presidente statunitense, che ha più volte elogiato Bolsonaro jr, non gli ha però dato il suo endorsement ufficiale. Ora il Brasile resta l’ultimo baluardo della sinistra in America latina, assieme a Messico e Uruguay. Ma Lula dovrà confrontarsi con un Congresso ostile, dove il Partito liberale dei Bolsonaro detiene la maggioranza relativa. Il rischio ora è l’ingovernabilità.