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 2026  ottobre 25 Domenica calendario

L’ex sottosegretario Scanu dovrà restituire 77 mila euro

L’ex sottosegretario Gian Piero Scanu deve restituire i 77 mila euro percepiti a titolo di indennità per l’incarico, semestrale, di commissario della Provincia di Sassari. In aggiunta alla pensione da ex dirigente Inps e al vitalizio da ex onorevole.
Lo ha deciso il Tribunale di Sassari respingendo il ricorso del due volte sindaco di Olbia e tre volte parlamentare Ppi-Margherita-Pd, già noto alle cronache come il consigliere di amministrazione Inps diventato dirigente a tempo indeterminato della stessa Inps “senza averci lavorato un giorno” (copyright Sergio Rizzo sul Corriere della Sera). Il tutto grazie a un trasferimento “in mobilità” seguito da immediato “upgrade” contrattuale, in ragione del ruolo di consigliere, per effetto di un provvidenziale intervento legislativo.
A chiedere la restituzione dell’indennità è stata la Città metropolitana di Sassari, erede di “tutti i rapporti attivi e passivi” della provincia omonima, soppressa ad aprile del 2025. Dopo i sei mesi di gestione Scanu. A luglio 2025, infatti, l’amministrazione guidata dal sindaco Pd Giuseppe Mascia si è avveduta della pensione percepita dal non-più-commissario, che nel 2023 aveva dichiarato redditi per 131 mila euro. Con conseguente possibile violazione della legge Madia, che vieta gli incarichi pubblici retribuiti ai pensionati.
Scanu, già presidente della Commissione parlamentare che costrinse la Difesa ad adottare regole più stringenti sull’uranio impoverito (e non fu più ricandidato), aveva sostenuto di non dover restituire alcunché dato che la delibera d’incarico della giunta regionale della governatrice M5s Alessandra Todde prevedeva un compenso per l’incarico svolto. La città metropolitana, però, ha ribattuto che, “con buona pace del suo diritto all’affidamento”, l’ex sottosegretario alle Riforme del governo Prodi I (2006-2008) non aveva reso noto il suo “status giuridico-economico (rilevante per la verifica del diritto a percepire la relativa indennità)”. In particolare avrebbe sottaciuto: “di essere stato dirigente Inps, di essere stato collocato in quiescenza e di percepire all’atto della nomina il vitalizio di parlamentare in qualità di ex deputato e senatore della Repubblica (circostanza anche questa rilevante perché, ove mai riconosciuto il suo diritto all’indennità per l’incarico, egli avrebbe dovuto comunicare alle Camere di riferimento, la necessità di sospendere il beneficio)”.
Bocciata anche la tesi per cui la legge Madia non si applica ai commissari straordinari, trattandosi di “alta amministrazione”. Secondo il giudice Ada Gambardella, invece, nessuna delle attività svolte “pare effettivamente discostarsi dai generici contenuti dei ruoli dirigenziali e direttivi”. Inoltre “per alcuni di questi compiti” vi sarebbe “anche il dubbio di un’effettiva sovrapposizione rispetto al ruolo dell’amministratore straordinario”.
“Si andrà sicuramente in appello”, ha annunciato al Fatto l’avvocato Francesco Ballero, che con Benedetto Ballero e Luigi Cocchi ha assistito Scanu. “Altrimenti – ha aggiunto il legale – si configurerà una responsabilità della Regione Sardegna, che in primo grado si è costituita a sostegno delle nostre ragioni”.
No comment dai vertici dell’amministrazione isolana, che a ottobre 2025, attraverso il direttore generale della presidenza avevano espresso “profonda gratitudine” all’ex commissario. Accusando la Città metropolitana di violare il “galateo istituzionale” e la “leale collaborazione fra enti”.