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 2026  ottobre 25 Domenica calendario

San Francisco, la città travolta dal boom dell’IA dove la classe media non arriva a fine mese

A San Francisco anche una famiglia che guadagna 325mila dollari l’anno (circa 289mila euro) può avere diritto agli aiuti pubblici. Non perché sia povera, ma perché nella città californiana il boom dell’intelligenza artificiale – che ha attirato migliaia di lavoratori del settore con stipendi anche da centinaia di migliaia di dollari l’anno – ha fatto lievitare il costo della vita a livelli così alti da mettere in difficoltà anche professionisti con stipendi da classe medio-alta.
Il Comune di San Francisco offre assistenza all’infanzia gratuita alle famiglie di quattro persone con redditi fino a 235mila dollari l’anno (circa 209 mila euro) e copre il 50% delle spese per quelle che arrivano a 325mila. La misura è stata pensata per evitare che infermieri, insegnanti, terapeuti e altri lavoratori indispensabili siano costretti ad abbandonare la città. Ma è anche il segnale di un’inversione di rotta: la classe media, a lungo trascurata dalle amministrazioni repubblicane e democratiche, comincia a trovare una sponda.
Secondo Apartment List, l’affitto medio a San Francisco di un appartamento con due camere da letto ha raggiunto i 4.640 dollari al mese (più di 4100 euro), mentre il prezzo medio di acquisto di una casa unifamiliare supera i due milioni (più di 1,7 milioni). Nell’ultimo anno, gli affitti sono aumentati del 26 per cento, tanto da indurre il sindaco Daniel Lurie a dichiarare un’«emergenza affitti».
La storia di John Marman e Natsumi Makiyama, raccontata dal New York Times, fotografa le difficoltà di una parte della classe media americana. Lui, 36 anni, lavora come terapeuta per il Comune e guadagna circa 135mila dollari (120 mila euro). Lei, 39 anni, è un’infermiera pediatrica e lavora part-time per poter trascorrere più tempo a casa con il figlio piccolo. Insieme arrivano a poco meno di 235mila dollari l’anno (209 mila euro) e beneficiano dell’assistenza gratuita per la figlia di quattro anni.
Tre anni fa, quando il boom dell’intelligenza artificiale non aveva ancora raggiunto le dimensioni attuali, hanno acquistato una casa di circa 111 metri quadrati nella parte occidentale della città per 1,3 milioni di dollari (1,15 milioni di euro). Oggi pagano 6.400 dollari (5700 euro) al mese di mutuo, ai quali se ne aggiungono 2.200 (1.960) per le rate delle due automobili, l’assicurazione e la benzina. Telefono e connessione internet costano altri 300 dollari mensili (267 euro). La spesa alimentare supera i 150 dollari (133 euro) alla settimana. Per risparmiare, i due confrontano le offerte e frequentano supermercati diversi. «Non voglio dire che stiamo razionando, ma stiamo sicuramente attenti a non consumare troppo», racconta Marman.
Senza il contributo pubblico, spiega, sarebbero costretti a lasciare San Francisco, dove la sua famiglia vive da cinque generazioni. Alla domanda su quanto dovrebbe guadagnare una famiglia di quattro persone per condurre una vita dignitosa da classe media, risponde: «Credo che la realtà sia vicina al mezzo milione di dollari l’anno (445 mila euro, ndr). È assolutamente ridicolo».
Il sindaco Lurie non contesta questa valutazione. «Sì, è una città incredibilmente, straordinariamente costosa in cui vivere, lavorare e riuscire a prosperare», ha confermato al New York Times. Erede della fortuna della famiglia Levi Strauss e figlio di una miliardaria, il primo cittadino sostiene che una città non possa prosperare senza una solida classe media. «Non vogliamo che si trasferiscano nei sobborghi o in altri Stati», ha detto. «Vogliamo che restino qui a San Francisco. E questo è ciò che serve, quindi è quello che stiamo facendo».
Il programma comunale è finanziato soprattutto con fondi inutilizzati provenienti da un’imposta sul fatturato lordo delle attività commerciali, approvata dagli elettori nel 2018. Oggi coinvolge oltre 9.300 bambini in più di 550 strutture private, tra scuole dell’infanzia e servizi di assistenza a domicilio. Il risparmio per le famiglie può arrivare a 36mila dollari (32mila euro) per figlio.

Ma il contributo pubblico non basta a risolvere tutte le difficoltà. Bianca Finley, 32 anni, e Chris Truitt, 36, lavorano entrambi nel settore del vino. Insieme guadagnano 153.600 dollari (137mila euro circa) e utilizzano il sussidio per pagare la scuola dell’infanzia della figlia di tre anni. Per ridurre le spese hanno lasciato un appartamento con due camere da letto a Noe Valley da 4.017 dollari al mese (3580 euro), e hanno preso un monolocale nel Tenderloin, quartiere meno abbiente, dove l’affitto è di 2.280 dollari (2032 euro). Documentano la loro nuova vita su Instagram con il nome «The Poor Millennials». Nonostante le difficoltà, però, gli intervistati non hanno intenzione di andarsene. «Amiamo questa città. Crediamo in questa città», dice uno di loro. «Questa è casa nostra», aggiungono. Anche perché, caso unico, la città sta dimostrando concretamente di credere in loro.