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 2026  ottobre 25 Domenica calendario

Qual è il legame fra gli hacker filorussi di «Noname» e il «Movimento 17 ottobre»?

Una saldatura fra gli affiliati al «Movimento 17 ottobre» e gli hacker filorussi di «Noname», negli anni scorsi e anche di recente protagonisti di attacchi multipli con il sistema ddos di saturazione degli indirizzi web a importanti siti istituzionali italiani. Un piano d’azione che sarebbe dovuto andare in scena proprio il 24 ottobre nelle piazze e sulle pagine internet di mezza Italia per creare il massimo danno possibile.
Per gli investigatori del comando interforze Intel la minaccia era di livello elevato, visti i 32mila follower del gruppo Instagram della pagina aperta da Youssef Siher, fermato dalla polizia postale e dalla Digos milanesi proprio pochi attimi prima di comunicare i punti di ritrovo in otto città (Bologna, Milano, Torino, Genova, Firenze, Roma, Padova e Bari) e quindi la piazza da dove iniziare le proteste che per chi indaga puntavano a disordini, violenza, danni ad attività commerciali, banche, proprietà private e istituzioni. 
Il 23 ottobre, secondo la ricostruzione degli investigatori, gli hacker di «Noname057(16) e del Dark Storm Team, anche loro filorussi, hanno annunciato sui loro profili supporto alle manifestazioni sia in Italia sia in Francia, anche se poi visto come era andata la giornata Telegram ha deciso di bannare i loro canali. Ma ai due gruppi per chi indaga si era unita anche la crew sud-asiatica-bengalese Bd Anonymous, che appoggia la causa pro Pal, e che già a febbraio prima delle Olimpiadi Milano-Cortina e prima ancora nel 2023 ha colpito con sistemi Ddos alcune istituzioni ed enti italiani. Nel loro caso tuttavia a parte messaggi di supporto alla protesta del 24 ottobre non risultano intenzioni offensive nei confronti dell’Italia. 
Sulla pista russa interviene invece lo stesso Vladimir Putin a smentire: le accuse per i disordini nei Paesi europei, ha sostenuto in un’intervista alla tv di Stato citata dall’agenzia Tass, «dimostrano la debolezza e l’incapacità di alcuni dei loro leader di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo». 
A questo punto il sospetto degli analisti che stanno monitorando lo scenario web della protesta a margine di quella neutralizzata dalle forze di sicurezza il 24 ottobre, almeno sul punto degli assalti ai negozi e degli episodi di vandalismo,  è che gruppi di hacker potrebbero riorganizzarsi a breve per colpire soprattutto le forze dell’ordine e la Difesa, ma anche provare a prendere di mira infrastrutture importanti a livello nazionale, come le telecamere di sorveglianza stradale.