Corriere della Sera, 25 ottobre 2026
Telefonata Conte-Schlein. Campo largo, via libera al tavolo per il programma
«Basta schermaglie: è davvero l’ora di sedersi a un tavolo per lavorare a un programma comune e fissare le primarie». È la sintesi della telefonata a quattro tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. I leader del Campo largo, forse, hanno capito che il tempo sta davvero per scadere. Così, complice anche un duro sfogo di Avs, i due azionisti di maggioranza, Pd e M5S, hanno deciso di provare a cambiare marcia. È ancora presto per dire se il candidato premier del centrosinistra sarà scelto con primarie a due – tra Schlein e Conte —, a turno secco e con voto online oppure no. Anche perché, questa settimana, i leader e gli sherpa del campo progressista hanno annunciato che si vedranno per iniziare a costruire un programma comune. «Il problema è che, nel frattempo, i 5 Stelle un programma lo hanno fatto davvero: noi, invece, no…», sferzano i riformisti del Pd critici verso Schlein.
La segretaria, in missione a Cagliari, tende ancora una volta la mano ai potenziali alleati anti Meloni. Dopo aver assai irritato Conte con l’affondo all’assemblea del suo partito – «Sarò io la candidata premier del Pd, con o senza primarie» —, torna a toni più concilianti con il M5S: «Siamo forze politiche diverse e per questo è così importante il lavoro sull’unità che abbiamo fatto – dice —. Sono certa che continueremo a parlare di più per trovare sempre un punto di accordo». Anche il leader dei 5 Stelle, che da settimane spinge per fare le primarie al più presto, tende la mano: «Abbiamo già governato con il Partito democratico, nel momento più difficile per il Paese: la pandemia. Adesso è il momento di riprenderci l’Italia». Ma la distanza tra Schlein e Conte continua a riguardare soprattutto la data delle primarie.
La leader dem punta a celebrarle più a ridosso delle elezioni; il leader del Movimento ribadisce che il profilo da contrapporre a Giorgia Meloni, già in campagna elettorale da settimane, vada individuato e legittimato al più presto. Intanto, oggi, la numero uno del Pd arriverà a Montepulciano per chiudere la convention del «Correntone», i «lealisti» capitanati dalla triade Franceschini-Speranza-Orlando: la «corrente-Babilonia» che abbraccia dagli ex Dc egli ex Pci. Ieri l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando ha colto l’occasione per sferzare i compagni della minoranza: «Qui ci sono più persone che hanno fatto riforme che non lì dove si parla di riformismo».
Sfogliando le 11 pagine di «Pronti per l’alternativa», un abbozzo di programma, oltre a rilevare una posizione blanda sull’Ucraina («L’obiettivo deve essere una pace giusta e duratura, che rifiuti ogni doppio standard»), saltano all’occhio prospettive «stataliste» e la proposta di istituire una patrimoniale. Il modello è quello dell’economista Gabriel Zucman: chi ha un patrimonio superiore a 100 milioni paghi ogni anno imposte pari almeno al 2% della propria ricchezza. Chissà cosa ne penseranno i riformisti dem e pure il medesimo Conte, contrari alle patrimoniali?