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 2026  ottobre 25 Domenica calendario

Il grazie di Meloni agli agenti: garantita la libertà di manifestare

«Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini». Giorgia Meloni apprezza il risultato garantito nelle piazze dopo un’altra giornata di cortei e alcuni scontri. «Un ringraziamento al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito l’ordine pubblico». Quindi la premier ribadisce il messaggio: «Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza. In questa direzione vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città».
Mentre guarda con apprensione alla situazione nelle piazze soprattutto di Torino, Roma, Bologna – dove ieri è tornata la violenza – la politica continua a dibattere il tema della degenerazione delle proteste. E a dividersi. «Chi sfascia le vetrine è un delinquente», la sintesi di Giovanni Donzelli, dirigente di FdI. «Continuiamo ad assistere a episodi inaccettabili: la condanna sia ferma», invoca il ministro Francesco Lollobrigida. «Gridano alla pace ma fanno la guerra, vergogna», sostiene il ministro Paolo Zangrillo. «L’ideatore del Movimento 17 ottobre non è un emarginato ma una persona molto introdotta che ha frequentato il gotha dell’intellighenzia italiana, e si sono visti i risultati», dice il ministro Guido Crosetto. «Altro che disagio giovanile», chiosa Massimiliano Fedriga della Lega.
Le opposizioni al contrario sollecitano il governo a garantire l’ordine pubblico «in uno spirito di collaborazione istituzionale, coinvolgendo ad esempio i sindaci» – parole della segretaria del Pd, Elly Schlein – o «con meno decreti e più operatività quotidiana», come sostiene Carlo Calenda di Azione. Ma anche ad «assumersi la responsabilità di aver fallito sulla sicurezza», come arringa Giuseppe Conte, leader del M5S.
Unanime è il plauso per l’individuazione dell’ideatore del Movimento 17 ottobre Youssef Siher, indagato per istigazione a delinquere. Il presidente del Senato Ignazio La Russa si congratula con Piantedosi: «Un risultato che conferma l’importanza del lavoro delle nostre forze dell’ordine e degli investigatori». Ringrazia le divise Matteo Perego, candidato sindaco di Milano di FI: «Grazie al loro sforzo enorme piazza Duomo è tornata a vivere». Di «determinazione» delle forze dell’ordine parla il vicepremier forzista Antonio Tajani, che però promette «risposte concrete alle domande dei giovani, già nella manovra».
Matteo Salvini fa notare che Siher aveva inneggiato con il grido Allahu Akbar – quel «Dio è grande» di cui si sono appropriati i terroristi islamici – contro il vicepremier leghista e l’omologo forzista sulle loro bacheche social, dopo il 7 ottobre. «Le piattaforme social non possono essere un tam-tam di delinquenti. Se vengono utilizzate per chiamare alla devastazione, dovrebbero risponderne, insieme ai responsabili».