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 2026  ottobre 25 Domenica calendario

La (strana) giornata dei 500 parà a Milano

«I caschi ci sono, dai, chiudete. A bordo, ragà!». L’ordine precede il tonfo dello sportellone dei Lince. Sono le 6 e mezza del mattino, la riunione prima di partire si svolge sotto la luce dei mezzi incolonnati. I Vtlm, veicoli tattici leggeri multiruolo, con a bordo 500 paracadutisti della Folgore, lasciano la caserma Santa Barbara e l’Ospedale militare, periferia ovest di Milano. Direzione centro città: piazzale Cadorna, via Monte Napoleone, piazza Duomo. Sono i cosiddetti luoghi sensibili.
I parà, lungo l’asse pedonale che unisce piazza Castello con piazza San Babila, fanno turni «a seconda del bisogno». Si aggiungono ai circa 700 uomini di altri reparti impegnati nell’operazione «Strade Sicure» e opereranno con le stesse prerogative giuridiche dei colleghi militari. «Opereranno»: dunque questi uomini sono pronti nel caso si ripetano gli scontri e i saccheggi dello scorso fine settimana. «Sì, ma pronti a che?», si chiedono in piazza.
«I paracadutisti in centro sono inutili», dice una studentessa di 20 anni. «Effettivamente non è che possono far tanto», conferma Christian, impiegato nel settore delle telecomunicazioni. «Magari al turista, che li vede armati e col manganello, danno un senso di sicurezza, ma a noi italiani che sappiamo che non possono fare nulla di certo non ci rassicurano. Il governo non gli ha dato il mandato di fare fermi di polizia. E neanche la settimana scorsa avrebbero potuto fermare gli scontri». Sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa, scrive: «Solo ai delinquenti e a qualche sessantottino in ritardo con la storia danno fastidio le nostre donne e i nostri uomini in divisa».
Intanto cosa succede al Duomo? Una squadra di paracadutisti si avvicina, all’ingresso della metro, a cinque ragazzi di origine nordafricana. Chiedono i documenti, poi li perquisiscono, quindi li conducono in una zona della piazza dove ci sono le colleghe e i colleghi poliziotti. Ecco, loro possono fotografare i documenti e controllare via radio le generalità. In tutto ci sono 13 paracadutisti, 3 poliziotti e 5 ragazzi fermati. Parcheggiati in piazzetta Reale ci sono 5 Lince. Un signore con i capelli bianchi si ferma in bici e sorride.
Due eleganti donne cinesi appena uscite dalla mostra «Dalí e la moda» guardano incuriosite. Una ragazza iraniana scatta una foto. Padre e figlio, italiani, hanno pareri diversi. Il primo: «Vede come la piazza è tranquilla? È una questione di sicurezza». Il secondo: «No, è una questione di deterrenza. Se qualcuno li vede evitano di fare casino». E chiosa: «Comunque, quelli della Folgore son dei grandi! Più sono meglio è».
I paracadutisti tornano al centro della piazza, un ragazzo minorenne sbatte involontariamente contro uno di loro. Parte una ramanzina al gruppetto di amici. «Non potete stare qua, tornate a casa!». I ragazzini ridono ma non se ne vanno: «Ci hanno detto che se non abbiamo 14 anni dobbiamo uscire con i genitori».
In piazza Duomo sorge la luna. Si scattano le ultime foto, sullo sfondo paracadutisti ovunque, tra turisti e piccioni. Claudio, pensionato, ha lavorato una vita in una società di servizi, osserva a braccia conserte: «Mi sembra di tornare negli anni ’70, quando c’era il terrorismo rosso e nero. Non è la Milano che vorrei».