Corriere della Sera, 24 ottobre 2026
Di Pietro in lizza per il Csm
Attualmente è impegnatissimo nella raccolta delle olive, ma nelle prossime settimane Antonio Di Pietro sarà alle prese con un’altra campagna: quella per diventare consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura.
Nella lista delle candidature, ancora incompleta, che va dall’avvocato Nazario Agostini a Pierantonio Zanettin, il nome dell’ex pm di Mani pulite, ora avvocato, prima inviso a destra ma divenuto popolarissimo nella maggioranza dopo aver sostenuto la campagna per il Sì al referendum sulla riforma Nordio, compare al quarantaseiesimo posto. Con a fianco la modalità di presentazione: «Direttamente dall’interessato». Vale a dire, un’autocandidatura.
Del resto nell’elenco quella dicitura attualmente accomuna tutti tranne uno: il senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, già consigliere del Csm (2014-2018), che risulta candidato «tramite gruppi parlamentari». Il collega Antonio Leone, ex vicepresidente della Camera forzista ed ex consigliere del Csm, è invece tra gli autocandidati.
Altri candidati voluti dai partiti potrebbero aggiungersi alla lista, visto che per quelli proposti da almeno due gruppi o da dieci parlamentari c’è tempo fino alle 10 di mercoledì 28 ottobre.
Autocandidati nel frattempo anche il senatore di FdI, Sergio Rastrelli; i senatori dem Alfredo Bazoli e Anna Rossomando; l’ex ministra per le Disabilità Erika Stefani, della Lega; l’ex deputata salviniana Carolina Lussana e l’ex presidente leghista dell’Umbria Donatella Tesei. Oltre all’ex componente del Csm di area Verdi, Paola Balducci.
Da segnalare che ieri sono stati riaperti i termini per le donne, genere sottostimato persino nelle autocandidature: su 137 nomi in elenco ce ne sono solo 42.
Autocandidato, come Di Pietro, anche Enrico Grosso, frontman dello schieramento opposto a quello di Di Pietro, quello per il No, che ora conduce la battaglia per i ricorsi alla Corte costituzionale contro la legge elettorale.
I posti da assegnare ai consiglieri non togati del Csm sono dieci. E occorrono i tre quinti dei voti dei parlamentari. Quindi è necessario trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione. E, a sentire i partiti di maggioranza serve tempo. Nel frattempo meglio dedicarsi alle olive.