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 2026  ottobre 24 Sabato calendario

Scontro sulla stretta del governo. Schlein: non criminalizzate i ragazzi

Una vigilia tesa e scandita da polemiche quella del ritorno dei giovani in piazza, con l’opposizione all’attacco del ministro della Giustizia Carlo Nordio per la sua proposta di ampliare le carceri minorili. «Le uniche prospettive che questo governo sa offrire alle nuove generazioni sono il carcere e la precarietà», dice al Corriere la segretaria del Pd Elly Schlein. In questo clima, debutta oggi il decreto Sicurezza con il nuovo reato di violenza organizzata, i militari in piazza e la stretta sulle responsabilità dei minorenni. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervenendo alla trasmissione Cinque Minuti di Bruno Vespa, ha annunciato: «Ci siamo attrezzati, in occasione di queste manifestazioni il decreto sarà pienamente operativo». E ha auspicato «che il diritto di manifestare avvenga nel rispetto delle regole, perché la violenza non c’entra nulla con la democrazia».
In attesa di capire cosa accadrà oggi, a tenere banco è la polemica sulle frasi di Nordio. «Ci sono dei momenti in cui è necessario mandare dietro le sbarre i minori violenti ma il sistema carcerario minorile in questo momento è in sofferenza», aveva detto il Guardasigilli a SkyTg24. Ipotizzando, di fronte alla possibile ondata di arresti, l’ampliamento di istituti minorili e la collocazione di under 18 in peniteziari per maggiorenni. A dargli manforte, ieri, il vicepremier e segretario della lega Matteo Salvini: «Andrei anche oltre, via i bonus ai genitori di minorenni che delinquono». Idea che nella maggioranza non trova d’accordo Maurizio Lupi, leader di Noi moderati: «Non possiamo condannare 12-13enni che sbagliano e devono pagare a essere violenti per tutta la vita».
Durissimo l’affondo della segretaria del Pd Elly Schlein, che al Corriere dice anche: «Giorgia Meloni non può continuare a criminalizzare un’intera generazione perché non ha risposte da dare ai giovani e ai lavoratori in piazza che chiedono cambiamento e di poter vivere dignitosamente. Per non parlare del ministro della Giustizia, che vuole costruire più carceri per minori o addirittura minaccia di mandarli in quelli per adulti». E ancora: «Per Giorgia Meloni sono abbastanza grandi per andare in galera ma non per l’educazione sessuo-affettiva a scuola? Tocca a noi prenderci la responsabilità di ascoltarle e costruire insieme alle nuove generazioni le risposte che servono». Tra le quali «salario minimo, abolizione degli stage gratuiti, contrasto alla precarietà, borse di studio, fondo per l’affitto, un grande piano casa». Perché – chiosa la leader dem – «non è un Paese per giovani ma lo renderemo tale».
All’opposto Vicenzo De Luca, sindaco di Salerno ed ex governatore dem della Campania: «Quando hai delinquenti che vanno ad aggredire i poliziotti si risponde con la repressione, molto più di quanto avvenga. Se qualcuno ha intenzione di andare a spaccare vetrine, che le forze di polizia usino senza preoccupazione quegli strumenti difensivi che hanno in dotazione, senza preoccuparsi. Perché anche questa è un’iniziativa che ha un grande effetto pedagogico: se hai una manganellata fra capo e collo, è pure questa una bella lezione che non si dimentica». Matteo Renzi (Iv) sembra approvare: «Mi sentirei più sicuro con lui al Viminale che con Piantedosi».
Per il leader M5S Giuseppe Conte, «la grande oscenità sono gli otto decreti Sicurezza. Se introduci 50 nuovi reati, 47 aggravanti, inasprimenti di pena, vuol dire che sei inadeguato». Interviene anche il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli: «Condannare con nettezza non significa rinunciare a interrogarsi sulle cause».