Corriere della Sera, 24 ottobre 2026
Milano, piano di «massima allerta»
Un piano di ordine pubblico mai visto prima. Oltre 1.400 operatori di polizia, carabinieri, gdf, polizia locale e parà della Folgore, per scongiurare un altro fine settimana di guerriglia a Milano. Presidi preventivi nelle stazioni di partenza di tutte le città della Lombardia fin dal mattino e una rete di controlli a maglie strettissime su piazza Duomo per scongiurare l’arrivo di gruppi di ragazzini.
In più ci saranno hub riservati alle identificazioni dei minorenni organizzati all’interno delle caserme di polizia e carabinieri insieme alla Protezione civile. L’obiettivo è quello di allontanare i gruppetti di giovani dalla piazza, anche perché ufficialmente non è prevista alcuna manifestazione nel centro di Milano.
Un sabato ad altissima tensione ma con la volontà di evitare in tutti i modi un coprifuoco in stile francese. Anche se per la paura diversi negozi del centro, come la storica Rinascente di corso Vittorio Emanuele, hanno già annunciato la chiusura anticipata al pomeriggio. Altri hanno protetto le vetrine con pannelli di legno per evitare i saccheggi. Il sindaco Beppe Sala però chiede ai commercianti di non cedere alla psicosi: «Io li invito a non farlo, però è evidente che più che un invito non posso fare. Poi sarà loro la decisione. Se si diffonde il panico poi non succede più nulla, cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io, ha annunciato, chiedendo anche maggiore «vicinanza istituzionale dalla premier» Giorgia Meloni.
L’obiettivo di questore e prefetto, ma anche del governo, è quello di rispondere con una presenza preventiva massiccia ai tam tam di questi giorni su web e chat. Chiudere la giornata senza incidenti sarebbe anche un segnale di distensione in vista dei prossimi fine settimana. Ma per adesso l’allerta è massima.
In questo senso anche la decisione del procuratore Marcello Viola di rafforzare i pm in turno nelle prossime 48 ore: una task force con 10 magistrati per seguire le (eventuali) ricadute penali. Ieri intanto è scattata ufficialmente l’inchiesta sui disordini di sabato e domenica con il deposito della prima informativa firmata da Digos, squadra mobile e polizia postale. Un fascicolo contenitore da affidare all’Antiterrorismo in cui confluiranno poi anche le indagini affidate al Nucleo informativo dei carabinieri.
Non solo resta da capire il «nodo» di una regia – cosa che al momento sembra essere esclusa —, ma l’inchiesta sta lavorando per dare un nome ai tanti ragazzi autori di saccheggi e razzie nei negozi. Analizzate in queste ore migliaia di ore di filmati. Già diverse decine i nomi identificati. Oggi saranno operativi anche i 400 soldati della Folgore già arrivati a Milano da Siena. I parà faranno base alla caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti a San Siro. Il contingente andrà a rafforzare gli altri soldati già attivi nelle vigilanze fisse a consolati e sedi istituzionali e religiose, ma pattuglie (miste e non) saranno impiegate anche per sorvegliare aree sensibili della città come le vie dello shopping e i quartieri difficili. Impossibile però un impiego in ordine pubblico.
Su questo fronte il prefetto Claudio Sgaraglia e il questore Bruno Megale hanno ordinato lo stop alle manifestazioni in centro nel pomeriggio. Ok invece ai presidi in mattinata dell’estrema destra con Blocco studentesco, CasaPound e anche i giovani di Fratelli d’Italia in piazza 25 Aprile e quello dei sindacalisti dell’Usb in piazza Cavour. Allerta per possibili infiltrazioni (in caso di disordini) di anarchici e ultrà neofascisti.