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 2026  ottobre 24 Sabato calendario

Sui social è già scontro tra anarchici e ultrà

Dalla teoria alla realtà. Dai profili fake sui social – con largo uso di bot e troll per spalancare le porte al caos e alla paura – alle piazze. E una saldatura online fra sovranisti e ultrà per confrontarsi oggi e domani con antagonisti (anche anarchici) e «maranza». Da giorni è in atto uno scontro online a colpi di chat e video, inquietanti produzioni a base di AI con scenari catastrofici, accompagnate da insulti reciproci. Regolamenti di conti virtuali chiamati ora alla prova del nove. Con i leader – almeno presunti – della protesta che non si palesano. E in molti casi nemmeno ci saranno. Uno su tutti: il rapper e influencer Babydr4co, animatore del movimento «Italia in piazza», ripete dalla pagina Telegram del Fronte rivoluzionario italiano di non voler alcun atto violento durante le sue iniziative (come quella al Circo Massimo di 7 giorni fa) e adesso promuove in chat invece quelle per le istanze degli autotrasportatori.
Ciò che accade e deve accadere è affidato a piccoli gruppi autonomi. E all’emulazione della guerriglia milanese. Lo stesso «Movimento 17 ottobre» – anima dell’agitazione attuale – ieri si è rivolto a ogni «gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli», perché «una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente». Ma se questo aspetto presuppone una logica, quello degli assembramenti improvvisati invece preoccupa, perché imprevedibile e per ora incontenibile, lontano dai motivi che animano i cortei ma più vicino al passaparola sulle chat per andare a sfasciare più negozi possibile. Nonostante questo, dai social emerge che le due frange potrebbero fondersi.
Dall’altra parte della barricata, c’è l’ultradestra pronta a scendere in campo per salvare le città dalla devastazione. Un’ambizione che preoccupa anch’essa, perché potrebbe impegnare le forze dell’ordine su due fronti. Gli episodi non mancano: a Crema è stata trovata una chat squadrista per pestare i «maranza» con 10 minorenni denunciati. A Pescara altri tre indagati: volevano attaccare le forze dell’ordine. E a Bari è stato fermato ancora un altro gruppo.
Che ci sia una strategia precisa è ancora da vedere. Così come da accertare è chi ci sia dietro. Confrontandosi con i suoi collaboratori, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito di non aver mai parlato di ingerenze russe nelle manifestazioni, né ha mai attribuito alla Russia la responsabilità di quelle piazze, puntando piuttosto – è stato il suo ragionamento – sulla «guerra ibrida, e in particolare quella cognitiva, che mira a influenzare le percezioni, orientare il sentiment e condizionare il modo in cui le persone interpretano la realtà». Due piani completamente diversi, «che qualcuno ha deliberatamente o superficialmente sovrapposto».
Il vero rischio, secondo Crosetto, è legato al fatto che «se lasciamo che siano altri a costruire e consolidare narrazioni distorte, senza intervenire tempestivamente per ristabilire i fatti, finiamo per subirne le conseguenze: i nostri avversari non hanno bisogno di inventare sempre qualcosa. Spesso è sufficiente che riescano a imporre una lettura sbagliata della realtà. E noi non possiamo continuare a consentirlo».