il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2026
Sicilia, incentivi regionali in padel, micro canili municipali, campanili, bagni pubblici
Alla fine la maggioranza che sostiene Renato Schifani data per morta fino a pochi giorni fa risorge – direbbe Ettore Petrolini – più bella e più superba che pria. Miracoli del padel: dopo una maratona di 21 ore, con il favore delle tenebre, l’Assemblea siciliana ha approvato il meccanismo delle “mancette” che pioveranno sui comuni di elezione dei deputati regionali che a quanto pare si sono sbizzarriti specie per quel che riguarda la versione pop del tennis. “Mentre mezza Sicilia è in subbuglio per il carovita, dagli autotrasportatori ai negozianti, dagli agricoltori ai pescatori, i deputati regionali di Meloni, Salvini e Tajani, si spartiscono una torta da 170 milioni di euro per campetti da padel, micro canili municipali, campanili di chiese, bagni pubblici e altri interventi tutt’altro che urgenti”, ha denunciato il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sicilia, Nuccio Di Paola, che usa la clava: “Le 50 pagine del maxi-emendamento approvato all’Ars sono la tomba della giustizia sociale”. Non meno tenero il Pd: il segretario regionale Anthony Barbagallo affonda il coltello e infierisce anche l’altro dem, Antonio Nicita, che nel maxi-emedamento approvato l’altra notte ha scovato almeno 5 interventi approvati per la gioia degli elettori di centrodestra amanti della racchetta. “Gli abitanti della provincia di Agrigento, particolarmente attratta dal padel, continueranno a non avere acqua, ma potranno sempre sgranchirsi le gambe con qualche palleggio” ironizza il senatore che però poi non scherza quando chiede in particolare al padre dell’Autonomia differenziata un atto di coraggio: “Chiederemo al governo nazionale e al ministro Roberto Calderoli di impugnare questo atto”.
Ma le “mancette” del governo Schifani finiranno, se non nel mirino di Palazzo Chigi, sicuramente all’attenzione della Procura di Palermo, a sentire il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera. L’ex iena ha denunciato lo scandalo facendo anche qualche esempio di assegnazione: come nel caso del Comune di Ribera che si è aggiudicato 2 milioni “e dove il sindaco è il deputato Pace, mentre a Modica 10 milioni. Potrei continuare per ore. Questa terra – dice La Vardera – oggi è amministrata in modo assurdo: se hai deputati in paradiso ti arrivano soldi, altrimenti muori. Parliamo di 190 milioni spartiti come un osso con i deputati che hanno preso da 2 a 3 milioni. Vergogna, consegnerò i documenti in mio possesso alla Procura”. Le “mancette” erano per la verità già finite nell’occhio del ciclone già un decina di giorni fa quando era cominciata a circolare l’ipotesi di un ordine del giorno che consentisse la spartizione dei fondi tra gli eletti all’Ars. La questione era addirittura arrivata a Roma: il 14 ottobre scorso il presidente della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, Tommaso Calderone (Futuro Nazionale), durante l’audizione dell’assessore siciliano Alessandro Dagnino aveva diffidato la giunta Schifani rispetto al pactum sceleris in odore di codice penale. A quanto pare senza successo.