lastampa.it, 23 ottobre 2026
Giuseppe Franco assolto dopo 12 anni di indagini
Assolto perché il fatto non sussiste. Dopo 12 anni dal fallimento della Franco costruzioni, l’ex patron Giuseppe Franco, 80 anni, accusato di bancarotta fraudolenta, è stato assolto dalla Corte d’appello di Torino. «Siamo rimasti in silenzio ad aspettare che la giustizia facesse il suo corso», ha detto l’imprenditore, con la moglie Michela Marchiaro, anche lei imputata, dopo la lettura della sentenza. «Ed ora sei giudici e due gradi di giudizio hanno accertato la nostra innocenza – ha aggiunto – Abbiamo avuto la bravura e la fortuna di costruire importanti realtà immobiliari a Torino, avendo successo ma, al tempo stesso, credo contribuendo in maniera significativa a migliorare il volto della città».
Perché lo chiamano “il re del mattone”
Difeso dall’avvocato Edoardo Carmagnola, Franco è stato soprannominato «il re del mattone» per decenni. Dagli anni ‘90 ha costruito un impero immobiliare. Dalla Spina 1, il maxi complesso edilizio tra corso Rosselli e corso Mediterraneo, alle successive Spine 2 e 3. Solo a Torino sono oltre 3 mila gli alloggi realizzati dalle sue imprese, che hanno colonizzato cantieri in tutta la cintura, da Nichelino alla zona Nord. Le idee del patron erano ambiziose anche per l’estero. Sono sempre della Franco i progetti ambiziosi a Montecarlo, dalla realizzazione di una diga di 1500 metri a complessi di case di lusso.
Il crac dopo il successo
Anni di successi, e poi il crac improvviso. Per il pm Mario Bendoni, che ha coordinato l’inchiesta, Franco, la moglie e una collaboratrice (anche lei assolta) sarebbero stati i promotori di una bancarotta fraudolenta patrimoniale da 100 milioni di euro. «Hanno collezionato una serie di operazioni dolose mirate per fare fallire le società e creare un passivo crescente, in dieci anni, questo è il fascicolo con il passivo più alto che ho maneggiato», aveva detto il pm prima di chiedere la condanna.
Spigoli, specchi d’acqua, design minimale sono stati i marchi di fabbrica della Franco costruzioni, che quando sembrava all’apice del successo è fallita con una voragine di debiti. Secondo la procura, ci sarebbe stato un sistematico ricorso a società offshore per svuotare la società nel corso di pochissimi anni.
La difesa
L’avvocato Carmagnola ha sempre negato il ricorso a queste società estere, ribadendo l’insussistenza del reato. Il tribunale di Torino (presidente Roberto Arata), accogliendo la tesi della difesa, aveva assolto tutti gli imputati. La Corte d’appello oggi ha confermato la sentenza di assoluzione. «È stato un lungo e faticoso iter processuale che ha visto due assoluzioni con formula piena. Siamo felici e soddisfatti del duro lavoro profuso che ci ha permesso di dimostrare che le condotte contestate al geometra Franco ed a sua moglie siano totalmente lecite».