la Repubblica, 23 ottobre 2026
Macron punta il dito contro l’ultrasinistra per le violenze nei cortei
«Atti politici e sediziosi organizzati da gruppi dell’ultrasinistra che mirano a far cadere la Repubblica». Emmanuel Macron alza il tono e a poche ore di una nuova giornata di proteste in Francia accusa di nuovo la gauche più radicale. Rientrato dal viaggio nel Golfo, il presidente ha convocato all’Eliseo tutti i servizi di intelligence, messi sotto accusa per non aver previsto né l’ampiezza della mobilitazione né la capacità dei gruppi più violenti. «È evidente che ci sono state carenze nella previsione ed elementi di sorpresa», ha riconosciuto al termine del consiglio di sicurezza. Secondo Macron ci sarebbero gruppi organizzati dell’ultrasinistra, protagonisti di azioni di «estrema pericolosità» e «grandissima violenza». Il capo dello Stato fa invece una distinzione con i saccheggi che «non sarebbero della stessa natura» ma più collegati alla piccola delinquenza che alla violenza politica.
Domani, in vista dell’Atto II del movimento, saranno autorizzate soltanto le manifestazioni organizzate dai sindacati. Tutti gli altri cortei, ha annunciato l’Eliseo, saranno vietati. «La raccomandazione generale è che nei prossimi giorni non ci siano cortei», ha precisato Macron, aggiungendo che «le richieste presentate da persone che non hanno alcuna legittimità per farlo saranno respinte». A Lione e Marsiglia le manifestazioni previste per domani sono già state vietate. A Parigi è stato autorizzato un solo corteo, tra Bastille e Nation, mentre il sindaco ha invitato la popolazione «alla massima vigilanza» davanti al rischio di nuove violenze dei casseurs estranei al movimento di protesta. Il Louvre e altri musei resteranno chiusi. Il prefetto di polizia della capitale ha chiesto persino ai commercianti di usare, quando possibile, anche la sicurezza privata. E in alcuni quartieri della capitale è stato imposto il coprifuoco notturno fino a lunedì mattina.
Macron visiterà oggi alcune unità delle forze dell’ordine e presiederà un nuovo consiglio di Difesa per fare il punto. Il governo ha aumentato del 20% le forze dell’ordine, aggiungendo militari dell’esercito, blindati e unità speciali.
I sindacati hanno già detto di non voler rinunciare a manifestare. La Cgt, che si dice delusa dall’incontro di ieri con il primo ministro Lecornu, prepara ora uno sciopero generale per il 5 novembre e sarà comunque in piazza, sostenendo di voler proteggere chi manifesta pacificamente contro il carovita. «Il premier fa perdere tempo alla Francia», accusa il deputato di France Insoumise Manuel Bompard. Secondo lui il governo non sta affrontando ancora «le ragioni della rabbia» ovvero le tante rivendicazioni del movimento su scuola e università, blocco dei prezzi dei carburanti e aumento di salario minimo e stipendi. «Sono solo provocazioni», ha risposto poi Bompard a proposito delle accuse contro il ruolo dell’ultrasinistra negli scontri degli ultimi giorni. La procura di Parigi ha sottolineato che, tra le prime trecento persone comparse per direttissima davanti a un magistrato dopo i saccheggi nella capitale, nessuna aveva finora rivendicato un movente politico.
«Ho assistito all’impotenza dello Stato», ha detto Raphael Glucksmann, candidato del centrosinistra, uscendo dall’incontro con il premier. Il leader del partito di destra les Républicains, Bruno Retailleau, continua a chiedere di dichiarare lo stato di emergenza e ipotizza addirittura un rinvio del voto per le presidenziali. La riunione convocata da Lecornu con i partiti politici per dare una dimostrazione di unità nazionale nella crisi si è conclusa quindi tra le polemiche. Marine Le Pen e Jordan Bardella non si sono neppure presentati: il Rassemblement organizza nel weekend a Orléans il suo congresso nazionale e il ministro dell’Interno Nuñez ha confermato che sono attese decine di migliaia di contestatori provenienti da tutta la Francia, con appelli a manifestare contro l’estrema destra e lo slogan “Ciao Fachos”. Tremila agenti saranno mobilitati per proteggere il congresso. Alla contro-manifestazione parteciperanno anche la leader della Cgt, Sophie Binet e il segretario socialista, Olivier Faure.