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 2026  ottobre 23 Venerdì calendario

Il Regno Unito e lo schiavismo: «Chiedere scusa non farebbe male». La linea del governo è non ammettere colpe

Il rapporto tra il Regno Unito e lo schiavismo? «Chiedere scusa non farebbe male». Fanno discutere le dichiarazioni della segretaria generale del Commonwealth, Shirley Ayorkor Botchwey, alla vigilia della partenza di re Carlo per i Caraibi, un viaggio che porterà il sovrano in alcuni paesi che chiedono riparazioni per i danni subiti per mano dell’impero britannico.
Se il tema è da mesi al centro dell’intensa preparazione per la visita del re alle Bahamas, a Guyana, Antigua e Barbuda – una trasferta che sfocerà nella riunione dei capi di governo del Commonwealth dall’1 al 4 novembre – l’intervento di Ayorkor Botchwey rappresenta una nota inaspettata. 
Carlo non si asterrà dal riconoscere e riflettere sui «giorni più bui della storia» del Regno Unito, ma le indicazioni ricevute dal governo sono di evitare di scusarsi in modo diretto. Un’ammissione di colpa sarebbe d’altronde un dato legale non indifferente. È la linea osservata da primi ministri come Tony Blair e Keir Starmer e già adottata da Carlo negli scorsi anni: il sovrano ha espresso «dolore, rammarico, dispiacere», ma non si è mai scusato.
Le dichiarazioni che la segretaria generale del Commonwealth ha rilasciato a Sky News rappresentano un problema in più: «Non credo che possiamo scappare di fronte a questo argomento», ha sottolineato. «È importante determinare che forma prenderanno le riparazioni. Questo è un aspetto che prima o poi emergerà». È un punto sul quale Londra è sempre stata intransigente: non ci saranno risarcimenti, eppure Ayorkor Botchwey crede che sia «arrivato il momento» di affrontare la questione in modo diretto. La segretaria generale ha messo sul tavolo varie opzioni che non richiederebbero un pagamento diretto e che potrebbero essere articolate attorno al trattamento del debito, a un sostegno per il cambiamento climatico e la restituzione di opere d’arte.
Il ruolo del Regno Unito e della famiglia reale nella tratta degli schiavi è al centro di diversi studi di questi tempi, con la recente pubblicazione di libri e ricerche che hanno fatto luce sul numero di schiavi che appartenevano alla corona e il loro trattamento, con in alcuni casi la marchiatura a fuoco di simboli reali sulla pelle.