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 2026  ottobre 23 Venerdì calendario

Usa, il progetto per clonare cani soldato geneticamente perfezionati

I cani alle guerre degli uomini hanno sempre partecipato loro malgrado, fin dai tempi antichi. Il cane corso italiano, per esempio, era utilizzato dalle legioni romane e il suo nome, che non ha nulla a che vedere con la Corsica, si riferisce proprio alla presenza nelle coorti imperiali. I cani in guerra oggi non vengono più utilizzati per gli assalti, non esistendo più le battaglie al fronte tra eserciti che si confrontano in un corpo a corpo. Sono utilizzati però come incursori da mandare in avanscoperta per documentare la situazione sul campo grazie a bodycam installate sulle loro pettorine o su appositi elmetti, vengono impiegati per la consegna di messaggi, per la ricerca di persone, come sentinelle e come supporto per le attività di sminamento grazie ad un fiuto allenato ad individuare sostanze esplosive. Qualche volta in passato sono stati utilizzati anche come kamikaze per raggiungere, con cinture esplosive, le postazioni nemiche, una pratica crudele che nessuno stato maggiore oggi ammetterebbe, almeno ufficialmente. Insomma, di cani soldato ce ne sono ancora parecchi, anche nelle forze armate del terzo millennio. 
E visto che se ne fa un ampio ricorso ed è necessario selezionare esemplari super affidabili ed efficienti, tanto vale provare a migliorare utilizzati utilizzando la manipolazione genetica. È il progetto che negli Stati Uniti sta portando avanti una nuova startup, che si chiama inequivocabilmente Warhound (cane da guerra), che ha già raccolto 200 milioni di dollari per sviluppare l’iniziativa. L’idea è di realizzare una accurata selezione genetica, che preveda anche la riscrittura in laboratorio del dna dei cani impiegati – che saranno inizialmente pastori tedeschi e pastori belgi Malinois, già ora due delle razze più utilizzate da forze armate e forze di polizia – per ottenere dei super soldati.  Attraverso la clonazione potranno poi essere riprodotti in numerosi esemplari, fino eventualmente a comporre veri e propri battaglioni, tutti con le stesse caratteristiche di forza, coraggio e affidabilità. Insomma, una sorta di versione a quattro zampe di Capitan America, che tuttavia nacque e restò confinato ai fumetti, mentre in questo caso il progetto è reale.
L’idea è arrivata da Ben Lamm, amministratore delegato di Colossal Biosciences, l’azienda specializzata nella riscrittura genetica e che si presenta come «compagnia per la de-estinzione», che ha fatto molto parlare di sé lo scorso anno dopo avere annunciato di avere fatto «rinascere» l’enocione, il metalupo del «Trono di Spade», il progenitore di tutti i lupi. Le cose non stavano proprio come enfatizzato nella comunicazione (un’agenzia di stampa titolò: «Un ululato che arriva da 10 milioni di anni fa»), ma la riscrittura del codice genetico ricavato da campioni di antico dna e la gestazione affidata ad un grosso cane aveva portato davvero alla nascita di cuccioli dal mantello bianchissimo, che ricordavano l’esemplare protagonista della serie tv.
Ora la nuova avventura con Warhound, in cui Lamm è affiancato da Palmer Luckey, fondatore di Anduril Industries, azienda specializzata in tecnologie per la difesa. L’iniziativa, hanno spiegato, punta anche a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dai cani importati dall’Europa, da cui proviene attualmente oltre l’80 per cento degli esemplari impiegati dalle forze armate. Secondo Lamm, tuttavia, meno della metà dei cani acquistati supera la selezione e l’addestramento necessari per ottenere i risultati desiderati. Si tratta di un percorso che può durare anche tre anni che se non porta al raggiungimento degli obiettivi prefissati diventa un inutile perdita di tempo e un costo inutile a carico dei contribuenti. Di qui l’idea di puntare sulla creazione di una linea di sangue che, una volta perfezionata, possa essere riprodotta in serie consentendo di eliminare le variabili negative grazie alla metodologia Crispr di riscrittura genetica.
Nel dettaglio, il punto di partenza è la selezione degli esemplari più qualificati, i cui dna verrebbero studiati per individuare le varianti genetiche associate a malattie ereditarie o altre patologie che potrebbero compromettere il servizio. Queste «anomalie» possono però essere corrette geneticamente e una volta ottenuto il risultato sperato si può passare alla clonazione dell’individuo perfetto, con cui comporre il nuovo esercito canino. La società utilizzerà le biotecnologie di Colossal applicate ai dispositivi di difesa di Anduril, tra cui protezioni per i cani e strumenti per coordinare il lavoro degli animali da parte dei loro conduttori umani. 
Warhound, secondo quanto riportato dalle agenzie, prevede di consegnare i primi esemplari entro circa due anni, ma non ha ancora firmato contratti con clienti. Il progetto comprende anche lo sviluppo di strutture nazionali per l’allevamento e l’addestramento.