corriere.it, 23 ottobre 2026
Trump ha chiesto al ceo di Google di cambiare nome all’Oceano Atlantico. Ricevuto un no, prova col Pacifico
Dopo aver trasformato il Golfo del Messico in Golfo d’America, Donald Trump torna a misurarsi con le cartine geografiche. Questa volta, però, lo sguardo si sposta sugli oceani. O meglio, su uno: l’Atlantico, che vorrebbe ribattezzare in Oceano dell’America. C’è però un ostacolo: a differenza dei golfi, gli oceani non appartengono a un singolo Paese. Un limite che ridimensiona la sua giurisdizione e il suo potere, e con essi le sue ambizioni.
Nonostante ciò pare averci provato. A raccontare l’episodio è stato lo stesso presidente americano, durante un comizio a Clemson, in South Carolina, tenutosi il 21 ottobre. Il tycoon ha riferito di aver telefonato a Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet, la società madre di Google, per discutere della possibilità di cambiare il nome dell’Oceano Atlantico sulle mappe digitali. La risposta – almeno nella versione ti Trump – sarebbe stata un cortese, ma deciso rifiuto. «No, no, no. Questa volta non lo faccio. Gli oceani sono diversi, signore», avrebbe risposto Pichai. Una spiegazione che Trump ha riportato al pubblico per motivare la battuta d’arresto del progetto. Almeno per il momento. Google, dal canto suo, non ha confermato che la telefonata sia effettivamente avvenuta, né ha commentato nell’immediato il racconto riportato dal presidente.
Lo stop, tuttavia, non sembra aver chiuso la questione. Se l’Atlantico presenta troppe complicazioni geografiche e diplomatiche, il Pacifico potrebbe offrire una nuova opportunità. Trump ha infatti lasciato intendere di voler valutare l’ipotesi di ribattezzarlo «Oceano americano», spostando così l’attenzione su un altro dei grandi bacini che circondano gli Stati Uniti. Anche in questo caso, la proposta è stata accompagnata da una provocazione. «Come pensate che reagirebbe?», ha chiesto Trump al pubblico, prima di immaginare una telefonata della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Nella sua ricostruzione, il copione sarebbe semplice: «Mi chiamerebbe per dirmi: “Oh, grazie mille”».
Al di là dell’ironia, il gioco sui nomi geografici si inserisce nella narrazione nazionalista del presidente: estendere il «marchio» degli Stati Uniti anche al linguaggio con cui viene descritto il mondo. Esiste, però, una differenza sostanziale tra adottare una denominazione nelle comunicazioni ufficiali americane – come accaduto nel passaggio da «Intelligenza artificiale» a «Super Intelligenza» – e riuscire a imporla a livello internazionale. Intanto, per ora, l’Atlantico resta Atlantico.