corriere.it, 23 ottobre 2026
Parigi, sparatoria razziale in strada: un morto e una bambina ferita
Un uomo di 38 anni a bordo di un’automobile ha sparato raffiche di mitra sui passanti a Trappes e poi a La Verrière, nella banlieue di Parigi, prima di essere arrestato nella vicina Coignières. Un primo bilancio provvisorio, che potrebbe aggravarsi, indica un morto e quattro feriti, tra i quali una ragazzina di 12 anni e un 21 enne, entrambi in gravi condizioni.
La procura nazionale antiterrorismo è in allerta e indaga: aperto un fascicolo per «omicidio e tentati omicidi in relazione a un’impresa terroristica, con la specifica aggravante del movente razziale ed etnico».
Come confermato dal magistrato inquirente, il reato contestato riguarda azioni commesse «in ragione della reale o presunta appartenenza delle vittime a una determinata razza, etnia, nazione o religione». Le accuse a carico del trentanovenne arrestato comprendono anche la detenzione di armi di categoria A (armi da guerra) e l’associazione a delinquere con finalità terroristiche.
L’uomo, Kevin T., ha utilizzato una pistola mitragliatrice di tipo Sten, un’arma da collezione della Seconda Guerra Mondiale. Il suo appartamento, riferiscono fonti concordanti citate dal giornale Le Figaro, era stato trasformato in una «trappola con bombole di gas». Al momento del fermo l’uomo era in possesso dell’arma, di lacrimogeni e cocaina.
Le indagini sono state affidate congiuntamente alla Sotto-direzione Antiterrorismo, alla Direzione Generale della Sicurezza Interna e alla Polizia Nazionale. Fonti investigative evidenziano che l’assalitore avrebbe mirato intenzionalmente a persone di colore o di origine straniera,
indirizzando gli accertamenti verso la pista dell’estremismo di destra.
Il primo ministro Sébastien Lecornu parla di «fatti molto gravi».
«Profonda commozione per l’attacco con arma da fuoco a Trappes e La Verrière. Una persona è morta. Diverse altre sono gravemente ferite. I nostri pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie, così come a tutti gli abitanti del dipartimento delle Yvelines. In questa esperienza terribile, la Nazione è al loro fianco», ha scritto in un post X il presidente francese, Emmanuel Macron, con «riconoscenza alle nostre forze dell’ordine che hanno già proceduto al fermo dell’autore» e confermando che «la Procura nazionale antiterrorismo» segue il caso.
La sparatoria arriva in un momento di enorme tensione in Francia, alla vigilia della giornata di mobilitazione di sabato a Parigi e in tutto il Paese. Polizia, gendarmi e esercito cercheranno di scongiurare i gravi disordini che hanno accompagnato la manifestazione di sabato scorso e che sono continuati la domenica, con saccheggi di centinaia di negozi e l’assalto anche ad alcuni appartamenti.
«Il razzismo uccide», ha scritto in un post su X il leader del partito La France insoumise, Jean-Luc Mélenchon. «Di fronte a questo crimine odioso, tutti gli esseri umani si ricordano di essere simili trovandosi tutti inorriditi e indignati – ha aggiunto -. Qui, intorno a me, tutti noi porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia colpita, il nostro sostegno ai feriti e ai loro cari, la nostra solidarietà totale all’intera popolazione».
L’attentatore ha sparato in almeno tre punti di Trappes, prima di passare a La Veriière: su un distributore di benzina, una casa di cura e un parco giochi per bambini. La persona deceduta è di origine africana; una bambina di 12 anni di origine maghrebina è ricoverata in gravissime condizioni, colpita da otto pallottole. Tutti i feriti sono stati colpiti più volte. «Lo scenario da incubo che temevo si sta realizzando», ha detto il sindaco di Trappes, Ali Rabeh.
«Siamo un solo grande e popolo nella sua diversità, dobbiamo imparare a vivere insieme, spero di essere smentito nelle prossime ore e che il movente razzista non sia confermato, ma temo che questo sia il frutto del dibattito a livello nazionale, della tendenza a trovare e designare colpevoli e capri espiatori».
Il sindaco (di area socialista) Ali Rabeh teme che l’uomo abbia sparato a caso sugli abitanti di Trappes proprio perché è una delle cittadine di periferia più abitata da francesi di origine straniera, indicati da più parti come responsabili almeno in parte dei saccheggi dello scorso weekend, che potrebbero ripetersi domani.