Corriere della Sera, 23 ottobre 2026
Un altro impeachment a Trump e i dubbi dei dem
Mettere nel mirino lo Studio Ovale o puntare al Pentagono con l’impeachment del ministro della Guerra Pete Hegseth? Mancano dieci giorni al voto di midterm ma i democratici, convinti di vincere almeno alla Camera, già pensano al dopo: la sinistra del partito e molti attivisti vogliono la messa in stato d’accusa del presidente. Se durante il primo mandato Donald Trump è finito sul banco degli imputati due volte, perché non dovrebbe essere lanciato un terzo impeachment ora che, tornato alla Casa Bianca, ha violato le regole istituzionali in modo ancor più grave, scavalcando di continuo il Parlamento e arricchendosi in modo ostentato? I sondaggi danno ragione ai radicali (ampia maggioranza degli americani convinta che Trump abbia commesso crimini) ma i leader moderati del partito frenano: un terzo procedimento d’accusa, destinato come i precedenti a concludersi senza una condanna (per la quale serve il voto dei due terzi del Senato) paralizzerebbe il Congresso fino alle presidenziali del 2028 e costringerebbe anche i repubblicani ostili a Trump a fare muro in sua difesa. Meglio contrastare Trump con le leggi concentrando le denunce contro il governo su un obiettivo più limitato: il titolare della Difesa, Pete Hegseth, che in un anno e mezzo ha collezionato una lunga serie di abusi ed errori ben documentati che hanno messo in pericolo soldati Usa sul campo di battaglia. E ha compiuto epurazioni licenziando senza motivo decine di comandanti delle forze armate, sostituiti da ufficiali meno esperti, spesso scelti su base ideologica. L’impeachment di Hegseth avrebbe, secondo i proponenti, tre vantaggi: spaccherebbe il fronte repubblicano visto che capi d’imputazione per la sua messa in stato d’accusa sono stati già votati anche da parlamentari conservatori. Uno scontro limitato al Pentagono, poi, non paralizzerebbe il Congresso. Infine, anche senza una condanna, dal processo parlamentare uscirebbero testimonianze agghiaccianti, come nei casi delle uccisioni di presunti trafficanti di droga nel Mar dei Caraibi: colpiti con missili anziché essere fermati dalla flotta Usa. Hegseth ha allontanato i giornalisti e ha imposto il silenzio su tutto, ma si è fatto molti nemici ora pronti a testimoniare contro di lui in Parlamento. Trump potrebbe cavarsela licenziandolo, ma sarebbe l’ammissione di una sconfitta. E fin qui lo ha sempre difeso contro tutti.