Corriere della Sera, 23 ottobre 2026
Missili e droni su Kiev. Putin torna a far parlare le bombe
«Ora moriremo e seppelliremo i nostri figli, sapendo che questo è un atto di umanità». Via Kniaziv Ostrazkykh a Kiev è quasi interamente ricoperta di vetri in frantumi. Un cratere di oltre un metro di diametro segna il centro della strada, dove fino a poche ore fa giaceva un frammento di un missile russo. Sfiniti dopo una notte insonne, gli abitanti stanno raccogliendo pezzi di compensato e teli di plastica per coprire le finestre rotte e cercare di mantenere almeno un po’ di calore all’interno delle loro case, mentre fuori piove e un gelido vento autunnale sferza le strade.
Sono passate poche ore da quando l’inviato statunitense Steve Witkoff ha espresso la sua ammirazione a Vladimir Putin per il suo comportamento «umanitario» che le bombe sono tornate a piovere sulla capitale ucraina. Ventuno missili Iskander-M, S-400, Zircon e Onyx, oltre a 210 droni di vario tipo, tra cui 110 droni a reazione. Secondo il consigliere presidenziale Serhii Beskrestnov, gli Iskander erano dotati di una testata a grappolo K5. «Questa testata esplode in superficie ed è specificamente progettata per causare il massimo danno a persone e attrezzature in un’area di 400 metri per 400», ha affermato Beskrestnov.
Lo stesso presidente ucraino ha dichiarato che uno dei missili ha colpito Pechersk, nel centro storico di Kiev, in un’area compresa tra il monastero di Kyiv-Pechersk Lavra e il monastero di Sviato-Vvedensky. «È stata una scelta deliberata dell’arma, una scelta deliberata dell’area di utilizzo, un tentativo deliberato di infliggere il maggior numero possibile di vittime e danni ai civili», ha aggiunto Zelensky che ha riferito come due donne siano state uccise e 34 persone ferite, tra cui cinque bambini, a Kiev e nella regione della capitale. Altre decine di feriti in un attacco in pieno giorno sul mercato di Lozova, nella regione di Kharkiv. Il leader ucraino, sottolineando come dall’11 ottobre a oggi siano oltre 170 i colpi contro infrastrutture energetiche, ha ribadito: «La Russia sta approfittando del rallentamento nelle forniture di sistemi di difesa aerea da parte dei nostri partner».
Come se non bastassero i raid, a smentire la possibilità di una svolta nel negoziato e di un incontro trilaterale tra Putin, Trump e Zelensky sono le dichiarazione del Cremlino. Mentre Putin si dice pronto a riprendere i colloqui trilaterali ma torna a ribadire che il Donbass è storicamente russo, il portavoce Dmitry Peskov conferma che il presidente ha ricevuto un invito a partecipare al G20 a Miami a dicembre, «ma non ha ancora deciso se andarci». Disponibile a volare in Florida è invece il leader ucraino che però fa sapere di non aver ricevuto nessun invito. Unico spiraglio a favore di Kiev, la telefonata che Trump avrebbe fatto ad Elon Musk, secondo il Wall Street Journal, perché rimuova le restrizioni all’utilizzo di Starlink. Ma fonti ucraine smentiscono che qualcosa sia cambiato.
Da Est arriva l’ordine di evacuazione per tutte le famiglie con bambini di Kramatorsk e Sloviansk, gli ultimi due bastioni sotto controllo ucraino, lungo la cintura delle fortezze. La sicurezza nella regione sta peggiorando costantemente e le truppe russe si trovano a una distanza di almeno 13 chilometri.