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 2026  ottobre 23 Venerdì calendario

Russia, il M5S in Europa vota con Vannacci. Tensioni con i dem

La Russia continua a dividere Giuseppe Conte ed Elly Schlein. E così capita che all’Europarlamento il Movimento 5 Stelle preferisca schierarsi con Roberto Vannacci e i Patrioti piuttosto che con il Pd. È accaduto ieri quando la delegazione del M5S ha votato, insieme al generale e all’estrema destra, contro la risoluzione che condannava gli attacchi russi nel Mar Nero e al largo delle coste di Bulgaria e Romania.
Il testo, approvato da Ppe, Socialisti e democratici, Renew, Ecr e Verdi, chiede alla Ue di valutare lo schieramento di una missione navale e invita la Nato a considerare un’iniziativa nella regione. La notizia, ovviamente, non è passata sotto silenzio. Anche perché Giorgio Gori decide di dare l’annuncio sui social: «La risoluzione contro l’escalation di attacchi russi è stata approvata a larghissima maggioranza. Contraria l’estrema destra. E i colleghi del M5S...». Gli risponde Filippo Sensi: «Non capisco perché quella congiunzione tra destra e Movimento 5 Stelle, Giorgio, mi vergogno per loro, mentre Kiev viene bombardata».
Già, i riformisti dem non ci stanno. Per loro diventa sempre più difficile gestire un’alleanza con chi non considera la Russia di Putin una minaccia. Durissima Lia Quartapelle: «Sarebbe bello e doveroso che il M5S spiegasse perché ha votato insieme all’estrema destra contro quella risoluzione. Dubito che accada. Sarebbe come ammettere che non vogliono proteggere l’Europa e preferiscono la Russia». Un’accusa pesante, quella di Quartapelle, ma i riformisti ritengono sia giusto alzare le barricate ora, onde evitare che nel programma della coalizione di centrosinistra si facciano troppe concessioni a Conte su questo punto.
Per loro il sostegno a Kiev è «una questione dirimente». E vogliono bloccare il tentativo dei 5 Stelle di forzare la mano al Pd. Lo si capisce anche dalle parole di Lorenzo Guerini. Il presidente del Copasir, nonché leader dei riformisti dem, non accenna all’episodio di ieri all’Europarlamento, ma certo si rivolge al M5S quando dice: «Serve un approccio più responsabile della politica a questi temi. Senza mentire all’opinione pubblica per qualche voto in più». Sta parlando di riarmo e difesa comune, Guerini. Un altro argomento su cui tra riformisti e Movimento 5 Stelle c’è una divergenza difficilmente sanabile. In questo campo, secondo il presidente del Copasir «la strada è chiara», ma «ci vuole una politica abbastanza seria per percorrerla».
Fuori dal Pd è il leader di Più Uno Ernesto Maria Ruffini ad attaccare i 5 Stelle per il loro atteggiamento su Kiev: «Nessuno ama la guerra ma chi è contrario al sostegno all’Ucraina dovrebbe avere il buon gusto di non celebrare il 25 Aprile. Perché quello è un giorno in cui si celebra il fatto di aver avuto la possibilità di difendere la propria autodeterminazione». Di fronte alle critiche e alle polemiche seguite a quel voto, l’eurogruppo del M5S si difende agitando lo spettro del «rischio di una escalation militare».