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 2026  ottobre 23 Venerdì calendario

Tir, dal governo 105 milioni di aiuti: «Ma non tolleriamo intimidazioni»

Con un pacchetto da 175 milioni di euro, il governo prova ad arginare la crisi dell’autotrasporto e le proteste che da giorni bloccano le strade del Sud Italia e i rifornimenti per aziende e negozi. Ieri un Consiglio dei ministri straordinario ha approvato le misure destinate al comparto da mesi in difficoltà per il caro gasolio. Si tratta di nuovi fondi che si aggiungono a quelli già destinati mesi fa alla categoria in crediti d’imposta ma mai erogati. Le risorse aggiuntive sono per i crediti d’imposta anche per i mesi di settembre e ottobre più altre a fondo perduto per il carburante agricolo e per la pesca. «A giorni – ha assicurato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini – verranno saldati i primi importi, sono in corso di elaborazione le pratiche perché ci sono più di 32 mila domande sulle 99 mila imprese dell’autotrasporto». Dopo il Consiglio dei ministri, la premier Giorgia Meloni ha affidato le sue parole a un nuovo videomessaggio: «Non sono promesse quelle che sono state firmate, sono risorse che già stanno arrivando. Il governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete».
E ieri sera è arrivata la richiesta di precettazione da parte della Commissione di garanzia per gli scioperi che aveva già espresso «viva preoccupazione» per le proteste. L’intervento del Garante è arrivato visti i «diffusi e persistenti blocchi stradali che continuano a svolgersi in palese violazione delle regole di settore e del Codice di autoregolamentazione», e, considerato il «pericolo grave e imminente di lesione dei diritti costituzionali dei cittadini», ha chiesto che le autorità competenti, nel caso il ministero dei Trasporti, «adottino le misure e i provvedimenti necessari a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese». La precettazione era nell’aria da giorni. Lo aveva confermato ieri mattina anche il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi: «È l’ultimo degli strumenti che vogliamo mettere in campo prima dello sgombero, non possiamo pensare che a Napoli ci siano supermercati vuoti a vita, abbiamo zone in Campania senza carburanti: è una misura che ci è stata chiesta perché i servizi pubblici sono a rischio in alcune aree del Paese». Con il via libera del governo al provvedimento, toccherà quindi alle Prefetture intervenire sul territorio caso per caso.
La premier ieri ha ribadito che «chi vuole lavorare, deve poterlo fare» e che «il governo ascolta chi manifesta pacificamente», mentre la minaccia verso chi non protesta «è intimidazione e noi l’intimidazione non la tolleriamo». Invocando il rispetto delle regole, ha aggiunto: «Non ci faremo ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione». Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha promesso anche che «per qualsiasi imprenditore del Sud c’è la possibilità di avere la scorta per il trasporto delle merci qualora ne faccia richiesta alle Prefetture o alle Questure». In tutto ciò le associazioni nazionali dell’autotrasporto hanno «apprezzato» il nuovo decreto di aiuti e si preparano al prossimo tavolo del 27 ottobre, augurandosi «che prosegua il dialogo costante con le federazioni nazionali».
Le proteste hanno cominciato a ridursi ma restano camion ancora fermi in Campania, Puglia e Molise e comunque lo stato di mobilitazione durerà almeno fino al 27 ottobre. Molti autotrasportatori hanno giudicato il decreto «insufficiente, copre appena l’emergenza», dal governo speravano in interventi più incisivi, come il taglio del prezzo dei carburanti. Per il Pd, che ha proposto un tetto al prezzo di benzina e diesel, «la montagna ha partorito il topolino, sono misure del tutto inadeguate», dice Piero De Luca. E il leader M5S Giuseppe Conte attacca la premier: «Non incontra nessuno, dà briciole e fa video patinati».