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 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

La Corte penale internazionale vince il premio Sacharov

La Corte penale internazionale e i suoi giudici vincono il premio Sacharov 2026 per la Libertà di pensiero. Lo apprende l’ANSA da più fonti parlamentari a margine della Conferenza dei Presidenti, che questa mattina a Strasburgo ha eletto il candidato.
L’organo con sede a L’Aia, colpito dalle sanzioni del presidente Usa Donald Trump, è stato il candidato selezionato dal gruppo dei Socialisti al Pe come “simbolo della resistenza contro le guerre dell’amministrazione americana”. Bocciati gli altri candidati tra cui il difensore dei diritti umani in Tanzania Tundu Lissu (del Ppe ed Ecr).
I 18 giudici della Cpi sono eletti dall’Assemblea degli Stati Parte per “le loro qualifiche, imparzialità e integrità”, si sottolinea nel sito della Cpi, e restano in carica per un mandato di 9 anni non rinnovabile. Assicurano processi equi ed emanano decisioni, ma emettono anche mandati di arresto o comparizione, autorizzano le vittime a partecipare, ordinano misure di protezione dei testimoni. Eleggono tra loro il presidente della Cpi e due vicepresidenti.
La Corte impiega circa 900 persone di 100 nazionalità e non va confusa con la Corte internazionale di giustizia, anch’essa all’Aia, che risolve controversie tra Stati. Dalla sua nascita la Cpi ha condannato 15 persone e ne ha assolte quattro. I critici le contestano un’eccessiva concentrazione sui crimini commessi in Africa e la mancata condanna di grandi leader politici. Tra i procedimenti più rilevanti, quello contro l’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, primo ex capo di Stato asiatico a comparire sul banco degli imputati della Cpi. Negli ultimi anni la Corte è finita nel mirino di Stati Uniti Israele, particolarmente dopo alcune decisioni clamorose.
Il 21 novembre del 2024 la Cpi ha emanato mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa Yoav Gallant, nell’ambito dell’inchiesta sulla guerra a Gaza, così come nei confronti del leader di Hamas Mohammed Deif, dopo che gli altri due indagati Yahya Sinwar e Ismail Haniyeh erano morti. Le sanzioni imposte il 9 ottobre dall’amministrazione Trump rischiano di paralizzarne le attività. Dall’accesso ai conti bancari all’utilizzo dei software, fino al pagamento degli stipendi e alla protezione dei testimoni, le misure colpiscono il funzionamento quotidiano dell’istituzione dell’Aia. All’epoca, l’Unione europea ribadì il “sostegno incrollabile” alla corte. Sancito oggi simbolicamente dal premio Sakharov.