Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

Lo stop Ue alle sanzioni su pellicce di zibellino russe è un caso

Allevare e uccidere animali da pelliccia non è vietato in Europa, tuttavia la Commissione, dopo la presentazione della petizione nel 2023, si era impegnata a vietare allevamenti da pellicce o relativi prodotti o almeno ad adottare ulteriori standard per il benessere animale. Va in questa direzione anche la nomina, per la prima volta, nell’attuale esecutivo Ue di un commissario con una delega al benessere animale, l’ungherese Olivér Várhelyi.
Il ripensamento dopo tre mesi
L’interrogazione parlamentare chiede alla Commissione la giustificazione della retromarcia: come si spiega il cambiamento di posizione a soli tre mesi dall’introduzione del divieto, considerati gli obiettivi delle sanzioni contro la Russia, e considerato che si tratta di un bene si lusso, non certamente essenziale? Una seconda domanda riguarda le possibili pressioni politiche, e dunque chiede di chiarire se è vero che sulla decisione hanno influito le pressioni esercitate da Italia e Grecia.
A firmare l’interrogazione, oltre ad Annalisa Corrado, Lukas Sieper (Renew), Tiemo Wölken (S&D), Brando Benifei (S&D), Thomas Pellerin-Carlin (S&D), Marina Kaljurand (S&D), Jussi Saramo (The Left), Petras Auštrevičius (Renew), Giorgio Gori (S&D), Krzysztof Śmiszek (S&D), Stefano Bonaccini (S&D), Benedetta Scuderi (Verts/ALE), Anja Hazekamp (The Left), Irene Tinagli (S&D).
«Una possibile spiegazione è che ci siano state delle pressioni da chi quelle pellicce continua a usarle e voleva provare a smarcarsi da una normativa più che sensata», spiega Corrado, aggiungendo che «Italia e Grecia sono i Paesi che avevano maggiori interessi commerciali perché utilizzano le pellicce per le lavorazioni di alta moda che poi circolano nei mercati mondiali».
Le sanzioni alla Russia
Le sanzioni sull’import dalla Russia non coprono tutti i prodotti. Molte, importanti eccezioni sono giustificate dall’impossibilità di trovare prodotti sostitutivi altrove: è il caso, per esempio, di Rosatom, che fornisce i combustibili nucleari. Non è il caso, evidentemente, delle pellicce di zibellino: dietro questo via libera, ipotizza l’eurodeputata dem, «sembrerebbe che ci siano interessi molto di nicchia, molto specifici, ma con grande spessore economico, a difesa dei quali il nostro Paese e la Grecia si siano spesi. Una vicenda inspiegabile, qualcuno pensava di agire indisturbato, nell’ombra».
Quello che dunque non è stato possibile ottenere per il gas, per il quale «ci siamo giustamente sacrificati, quella della Russia contro l’Ucraina è una guerra d’invasione inaccettabile, è assolutamente giusto non foraggiare chi ha un comportamento che destabilizza la geopolitica internazionale e sta facendo un numero elevatissimo di morti non solo militari, ma anche civili», potrebbe essere stato più facile da ottenere per un prodotto di nicchia.
Il Parlamento europeo non può intervenire direttamente sulla questione: «Possiamo agire con la moral suasion», conclude Corrado. E poi l’ipotesi è di agire attraverso i poteri dell’Eurocamera in materia di messa a punto e approvazione del prossimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia.