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 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

Fedez denunciato da quattro fan per un’aggressione fuori da una discoteca

«Non mi guardare così, che sennò ti metto in un bagagliaio, testa di ca...». È l’alba di venerdì 16 ottobre in largo La Foppa, a Milano. E subito dopo, è un gran mulinare di braccia. «Fede, no… Fede…», si sente dire da qualcuno quasi a voler frenare una delle sagome che si scagliano contro quattro giovani. Cosa sia successo quella mattina poco prima delle 5, e chi sia quel «Fede», lo chiarisce una denuncia presentata lo scorso lunedì alla procura di Milano per minacce e lesioni personali. «Il presente atto riguarda un’aggressione che gli scriventi hanno subito (...) da parte di Federico Leonardo Lucia, noto nella veste di rapper con lo pseudonimo di “Fedez”, e delle sue guardie del corpo». 
Davanti ai portici che ospitano l’ingresso della discoteca The Club, sono i quattro ragazzi ad avere la peggio. Vengono aggrediti da tre colossi. E da quel «Fede» che, poco prima, i giovani – ancora un po’ alterati a fine serata – avevano provato ad avvicinare. Anche con una certa insistenza: «Oh, c’è Fedez». Ridono. Si dirigono verso le transenne all’uscita del locale. E i ragazzi – un 21enne e due 19enni veneti, a cui si aggiunge un quarto giovane, tutti in trasferta a Milano per salutare un amico della compagnia in partenza per un viaggio studio in Australia – chiedono al rapper un selfie da sfoggiare con gli amici di ritorno a casa.
Fedez è lì dopo aver festeggiato il suo 37esimo compleanno (la sera del 15 ottobre) con la compagna e alcuni amici, tra cui l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio reduce dall’ospitata a Pulp Podcast condotto proprio dal rapper e da Mr. Marra. Ma la reazione di Fedez all’esterno della discoteca, a dire delle vittime, sarebbe stata in un primo momento infastidita. E in seguito, di fronte all’insistenza di quei fan, minacciosa: «Dai, che altrimenti va a finire male». Quello che segue è raccontato nella denuncia che i quattro – assistiti dai legali Alberto Berardi, Giuseppe Lombardino e Paolo Tabasso – hanno depositato lunedì scorso in procura, insieme a dei video (allegati agli atti) a documentare tutto, chiedendo anche che altri amici e passanti che hanno assistito all’aggressione siano ascoltati come testimoni.
«Nonostante la manifestata intenzione di allontanarsi spontaneamente – è la ricostruzione fatta ai magistrati —, la situazione degenerava in modo repentino». I ragazzi sarebbero stati infatti «spintonati violentemente dalle guardie del corpo, sotto le direttive di Fedez». È l’inizio dell’aggressione. Che è diretta soprattutto a uno dei 19enni. «Se rimani qua le prendi», è l’ulteriore avvertimento lanciato da Fedez, prima di avvicinarsi al giovane e «colpirlo violentemente al volto con un pugno». Poi il resto del «lavoro» lo faranno le sue guardie del corpo – così vengono definiti nell’atto – almeno quattro secondo gli incroci tra i video e i ricordi delle vittime, «aizzate» dal cantante (nelle testimonianze dei ragazzi). Inseguono i giovani per alcuni metri in corso Garibaldi, menando giù colpi, per fermarsi solo di fronte alle chiamate al 112 fatte dagli amici del 19enne preso di mira, che prova anche (avendo la peggio) a fronteggiare la sicurezza privata del rapper, colossi molto più grossi e prestanti di lui.
All’arrivo della polizia, sul posto non c’è quasi più nessuno. Il rapper e il suo seguito si sono già dileguati. Mentre sul marciapiede di corso Garibaldi, ad accogliere la pattuglia in divisa, resta il gruppetto aggredito. E il 19enne, che a più riprese se l’è vista con i bodyguard, viene soccorso dal 118 e accompagnato al Policlinico. I medici gli avrebbero riscontrato una «perdita di coscienza di qualche secondo con amnesia retrograda», oltre a «un taglio nella zona alta della fronte a destra» e una «contusione all’altezza dello zigomo sinistro e una sulla tempia destra» per un prognosi di quattro giorni. Sarebbe andata meglio agli amici, che si sarebbero fatti visitare una volta rientrati a casa. Per loro, principalmente, escoriazioni qua e là, qualche taglio e per uno «perdita di coscienza di qualche secondo associata a nausea» con prognosi da tre a un giorno soltanto.
Un’aggressione – su cui verranno svolte attente verifiche degli inquirenti, grazie anche alle telecamere della zona, per cercare riscontri al racconto delle vittime – che richiama un episodio di pochi giorni prima, come ricordato anche nella querela, avvenuto «per lo stesso motivo, cioè per una fotografia al rapper». Il riferimento è ai fatti della notte tra il 9 e il 10 ottobre, quando il barman di un locale a nord ovest di Milano aveva raccontato, e denunciato, che i bodyguard di Fedez e della discoteca gli avevano chiesto di cancellare uno scatto fatto al rapper, tutto ciò prima che i buttafuori del locale tornassero, gli strappassero di mano il telefono per portarlo a chi accompagnava il cantante per poi riavvicinarsi e picchiarlo. 
Ma l’ultima lite con i quattro ragazzi a cui sarebbe seguita l’aggressione, si è verificata al The Club di largo La Foppa, proprio lì dove, sottolineano ancora gli avvocati nella denuncia, nell’aprile 2024 il rapper s’era «acceso» in una rissa con Cristiano Iovino, prima della spedizione punitiva sotto casa del personal trainer dei vip. A guidare quel violento pestaggio, Cristian Rosiello, all’epoca nella sicurezza privata del cantante e fedele di Luca Lucci, il capo degli ultras del Milan, entrambi arrestati due anni fa nell’inchiesta Doppia Curva della Dda.
I legali del rapper
Gli avvocati di Fedez, Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci, «in merito alle notizie diffuse su un presunto pestaggio ai danni di alcuni ragazzi padovani», precisano che il loro assistito «ha reagito a un’aggressione subita da alcuni giovani in evidente stato di alterazione e non ha preso parte ad alcun pestaggio. Chiunque riporti ricostruzioni difformi dai fatti realmente accaduti se ne assumerà le responsabilità innanzi all’autorità giudiziaria».