corriere.it, 22 ottobre 2026
Maxi Lopez è diventato uno chef
Puoi aver giocato per 20 anni ai massimi livelli, indossato le maglie di Barcellona e Milan e condiviso lo spogliatoio con leggende come Ronaldinho, per poi scoprire che il pubblico oggi ti riconosce per un grembiule da cucina. È la singolare realtà vissuta da Maxi Lopez, che nella sua quotidianità si imbatte sempre più spesso in persone del tutto inconsapevoli del suo passato da bomber. «Oggi sono uno chef. Non mi riconosce più nessuno come calciatore», ha rivelato con il sorriso l’ex attaccante argentino durante un’intervista al programma «Dimmi la verità».
La nuova vita di Maxi Lopez
Questo cambiamento nell’immaginario collettivo riguarda soprattutto i più giovani, che lo hanno scoperto grazie al piccolo schermo anziché per i gol segnati nei grandi stadi. Di fronte a chi gli domanda con curiosità se abbia «mai giocato a pallone», l’ex punta risponde con arguta ironia: «Sono stato attore». Una battuta efficace che mostra come persino le vecchie pagine di gossip legate a Wanda Nara e Mauro Icardi siano ormai scivolate in secondo piano. La vera svolta è arrivata con la partecipazione a «MasterChef Celebrity». Se prima cucinava essenzialmente per i figli, la sfida culinaria lo ha spinto verso una profonda metamorfosi. L’esperienza «mi ha aperto la testa», ha spiegato Maxi Lopez, raccontando l’evoluzione del suo rapporto con il cibo: «Prima conoscevo quattro, cinque condimenti al massimo. Oggi, invece, sono arrivato a 20 anche 25. E cucino benissimo».
Il successo nel talent lo ha consacrato come apprezzato volto televisivo, portandolo anche a commentare i Mondiali per Telefe al fianco di Grego Rossello e Turco Husain. «Mi sto riscoprendo», ha concluso Maxi Lopez tracciando il bilancio di questo nuovo capitolo diviso tra Tv, cucina e affari. «Prima raggiungevo il pubblico del calcio, gli sportivi. Oggi ne raggiungo tanti altri, attraverso cose che mi rendono felice». L’ex centravanti vive così un affascinante paradosso: per i tifosi storici rimane il bomber di Serie A e Liga, mentre per le nuove generazioni è semplicemente lo chef della televisione. Una duplice identità che dimostra come ci si possa reinventare con successo.