corriere.it, 22 ottobre 2026
Judi Dench, 91 anni non riesce più a leggere nè a recitare
«’I’ve been expecting you, Mr Bond». È la frase che si trova sullo zerbino dell’abitazione di Judi Dench, l’attrice britannica che ha interpretato il capo dell’MI6, M, per ben otto pellicole di James Bond debuttando nel 1995 con «Golden Eye» e concludendo la sua memorabile parabola nel 2012 con «Skyfall» (oltre a un brevissimo cameo video postumo in «Spectre» nel 2015). Lo zerbino è dunque un autoironico omaggio casalingo ai suoi 20 anni di carriera nell’universo del celebre agente segreto.
Ora Judi, 91enne – protagonista indiscussa del cinema, della tv, del teatro (rimasta indimenticabile la sua Giulietta alla Royal Shakespeare Company, nel 1957, o la sua Elisabetta I da premio Oscar nel film «Shakespeare in Love») – ha perso quasi completamente la vista per una forma di degenerazione maculare. Non ha più la capacità di leggere, o di guardare la tv. Ascolta, però, e la radio è un grande conforto. Difficilmente riuscirà a continuare a recitare.
Invecchiare? «Non porta nulla di buono», ha precisato alla Bbc con spirito. «Cerco di non pensarci troppo...Non sono più in grado di stare sul palcoscenico, di intrepretare una pièce, di fare un film». La memoria, invece, rimane intatta: nel corso dell’intervista Dench ha recitato vari estratti scespiriani, in particolare i versi dei sonetti, che, ha spiegato, adora per «quel modo di riassumere molto semplicemente cosa proviamo, su tutto». Gli endecasillabi sono «il ritmo del tuo cuore».
In un nuovo volume autobiografico, Is it too late to make a run for it? («È troppo tardi per darsela a gambe?»), scritto assieme all’amico e attore Brendan O’Hea, Dench ha ricordato vari aneddoti della sua vita personale, come l’incontro con Sidney Poitier, primo attore nero a vincere l’Oscar, durante lo spettacolo «Differenti opinioni», di David Hare, a New York. «Era venuto a salutarmi nel camerino, è stato come trovarsi in una camera d’aria, elettrizzante». E la colazione con David Spedding, ex direttore dei servizi segreti MI6, per la quale non le venne dato l’indirizzo: le fu inviata un’auto che però arrivò in ritardo perché non riusciva a trovare la sua casa.
Ha un’opinione su chi dovrebbe essere il nuovo James Bond, le ha chiesto la giornalista della Bbc? «Assolutamente no».