Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

Sondaggio, la storia delle autostrade e le tecnologie per prevenire pericoli

Un mix dove il sentimentalismo si combina con la domanda di innovazione tecnologica e sicurezza. I caselli e le autostrade figurano per un italiano su due tra i ricordi di un viaggio, ma al tempo stesso automobilisti e utenti indicano quasi nove volte su dieci come una priorità il rinnovamento e la manutenzione dell’infrastruttura, aggiungendo l’esigenza di disporre di strade con dotazioni in grado di segnalare in tempo reale rischi e pericoli. Circa otto su dieci valuta, non a caso, lo scambio di informazioni e comunicazioni tra infrastruttura e veicoli una modalità per prevenire incidenti e pericoli.
I dati emergono dall’analisi «Le autostrade nel sistema Italia: competitività, formazione e competenza», elaborata da Swg, Kratesis, Orizzonte Italia (community under 40 di istituzioni e imprese) e Autostrade per l’Italia. I lavori di presentazione della ricerca guidati dal vicedirettore del Corriere della Sera, Daniele Manca, si sono soffermati sia sul ruolo di autostrade nella modernizzazione del Paese durante il boom economico, sia sulla prospettiva di un’infrastruttura destinata a restare nevralgica. Quasi il 90% delle merci viaggia su gomma, a ricordarlo sono in queste ore gli scaffali vuoti di supermercati e negozi a causa della protesta e dei blocchi degli autotrasportatori per il caro carburanti, ma dall’analisi emergono la consapevolezza e la spinta a rigenerare e integrare i trasporti via autostrada con le altre modalità per fare viaggiare beni e prodotti. L’indagine di Swg, condotta su un campione rappresentativo di 1.049 intervistati, certifica la quotidianità di autostrade nella vita degli italiani (l’88% degli intervistati le utilizza). «Questa ricerca – spiega Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia – restituisce una fotografia di quanto il Paese sia consapevole del ruolo primario della rete autostradale nel sistema sociale ed economico nazionale. La libertà di muoversi, l’esperienza, la capacità di collegare luoghi è confermata dai dati».
Il sondaggio segnala che l’88% degli intervistati ritiene che le autostrade abbiano accorciato le distanze tra territori e persone, mentre il 76% le considera parte della storia recente e dell’immaginario italiano. La funzione riconosciuta alla rete è collegare aree diverse del Paese (37%), facilitare gli spostamenti delle persone (35%), rendere l’Italia più connessa al proprio interno (31%). Il focus sulla sicurezza restituisce la percezione dei rischi alla guida: per sei italiani su dieci distrazione e velocità sono tra le principali cause di incidente, quasi quattro su dieci indica la stanchezza. E dall’infrastruttura del futuro si aspettano un ruolo attivo nella prevenzione: l’87% vuole, come detto, strade capaci di individuare e segnalare in tempo reale le situazioni di rischio, il 77% vede nella comunicazione tra infrastruttura e veicoli un modo per prevenire incidenti e pericoli. Nel prefigurare il futuro le autostrade restano un’infrastruttura necessaria, sebbene al passo con l’esigenza e la domanda di nuova mobilità.

L’analisi indica che l’80% degli intervistati ritiene che le autostrade resteranno necessarie per il funzionamento dei territori e dell’economia. Il 67% ritiene possibile conciliare una rete efficiente e capillare con una mobilità più sostenibile. Il 35% le immagina più integrate con le reti ferroviarie e i trasporti pubblici, il 29% oggetto di investimenti per renderle più sicure e efficienti. «La visione sul futuro della rete autostradale è per noi una conferma positiva: gli italiani auspicano che da qui a 50 anni l’autostrada resti centrale nel sistema di mobilità nazionale. Questi dati – constata Giana – ci confermano che il nostro piano di investimenti sta andando nella giusta direzione: lavoriamo per un’infrastruttura moderna e sicura, all’altezza delle sfide della nuova mobilità».