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 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

DeepMind, la rivolta tra i dipendenti contro l’IA

Diversi dipendenti di Google DeepMind si sono schierati contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in contesti militari lasciando la società: tra questi Sofia Liguori, ingegnere italiana che con una lettera interna ha spiegato ai colleghi le sue motivazioni esortandoli a seguire il suo esempio. Liguori, che si era messa in malattia ad aprile sulla scia dell’accordo tra Google e il Ministero della Difesa Usa per il progetto Nimbus, la fornitura di infrastrutture AI al settore pubblico israeliano e la loro applicazione in interventi militari a Gaza, ha sottolineato di non credere che «la nostra tecnologia avrà un impatto netto positivo sulla società». L’ingegnere, che lavorava a Deep Mind dal 2023, ha precisato che la collaborazione «permette l’integrazione dell’AI in sistemi militari e di sorveglianza senza imporre restrizioni sull’uso e senza lasciare a Google alcun potere di monitoraggio». «La tecnologia —ha scritto – non è uno strumento neutro. È nostra responsabilità valutare lo strumento nel contesto in cui viene utilizzato». Alla Bbc il ricercatore Andreas Kirsch, che come Liguori ha dato le dimissioni, ha spiegato che «la governance e la supervisione di Google non sono sufficienti o adeguate per distribuire l’AI in modo sicuro e responsabile in ambito militare e classificato o per sviluppare la super intelligenza del futuro».