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 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

Proteste, il "fearmongering" con l’Ai scatena paranoie

Una fiumana di 500 ragazzi che invade la centralissima via Po, molti con volto e capo coperti, che gridano avanzando a passo deciso. È bastato questo a Cremona per far scattare l’allarme: il centro commerciale si è attrezzato per chiudere i negozi, i genitori sono corsi a ritirare prima i figli dalle scuole elementari, prefettura, questura e amministrazione comunale sono state allertate, con presidi di forze dell’ordine nei punti nevralgici. «Ma a un occhio appena un po’ smaliziato si vedeva chiaramente che era solo un fake creato dall’AI – spiega Alberto Ferrari, capo dei presidi (Anp) di Cremona —. Eppure è bastato a scatenare un’isteria collettiva». Ma il caso non è isolato: da Milano a Pesaro, passando per Brescia, Verona e Senigallia, negli ultimi tre giorni si sono moltiplicati i falsi allarmi con minacce di occupazioni di scuole, devastazioni di negozi, finanche stupri organizzati. Il tam-tam passa sui social, da WhatsApp a Instagram, a TikTok, e l’aggancio è tanto semplice quanto subdolo: bastava chiedere di unirsi a un gruppo, un clic, ed ecco che migliaia di studenti si sono trovati infilati in qualche chat che istigava alla violenza. «Sono criminali che spargono notizie false: è chiaro che creare un allarme sociale ingiustificato non è una goliardia, ma un reato», dice il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, informato dei fatti. «La polizia postale si sta attivando per individuare i colpevoli, e posso dire che verranno puniti coloro che verranno riconosciuti responsabili di procurato allarme. Comunque sono solo provocazioni, meglio mantenere un profilo basso ed evitare di dare troppo risalto a queste notizie», conclude.
Ma è inevitabile che la preoccupazione, soprattutto tra i genitori, serpeggi. E il fearmongering, l’allarmismo creato ad hoc con post sui social per manipolare i comportamenti, in alcuni casi ha fatto centro. In diverse scuole gli studenti hanno preferito saltare le lezioni per non rischiare coinvolgimenti. Per dire, al Fortuny di Brescia martedì su 1.500 iscritti 150 erano assenti. È successo soprattutto a Milano e provincia, tra lunedì e martedì, ma poi l’allarme è rientrato e gli studenti sono tornati in classe.
Intanto a Pesaro le minacce di incendi e stupri hanno spinto le forze dell’ordine a presidiare il Campus scolastico. A Verona mille studenti evacuati per allarmi bomba, a Vicenza circolate liste di ragazze. E ieri, ha segnalato Francesco Savore (Anp Ancona), c’era anche una chat che annunciava per oggi una rivolta di «400 extracomunitari di seconda generazione» che avevano nel mirino le studentesse di Macerata. Un fenomeno che, per ora, ha attecchito meno al Centro-Sud: «Non abbiamo statistiche ma sembra che le città del Nord siano state più colpite da questo tipo di tensioni – spiega Antonello Giannelli, capo dei presidi —. In ogni caso siamo pubblici ufficiali, non dobbiamo restare spettatori: ogni segnalazione verrà passata alle forze dell’ordine».