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 2026  ottobre 22 Giovedì calendario

Il vertice per «blindare» Milano. Sala: priorità a controlli e repressione

 Il piano prevede 500 militari in più e controlli nelle stazioni di partenza e arrivo. Nessun coprifuoco. Milano si prepara per sabato, preoccupata per l’ipotesi di nuovi scontri, dopo le immagini dello scorso weekend. «Non voglio rischiare di essere ambiguo, non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari», commenta il sindaco Beppe Sala, al termine del vertice in Prefettura. Presenti al tavolo – tra gli altri – il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepremier Matteo Salvini e il capo della polizia Vittorio Pisani, oltre al prefetto Claudio Sgaraglia, al questore Bruno Megale e al procuratore capo Marcello Viola.
Una riunione di un’ora e mezza circa per evitare i disordini del weekend scorso. «Prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni», precisa il sindaco, aggiungendo che «poi bisogna cercare tutti insieme di capire come porre mano a un problema generazionale che è molto evidente». Sala non nasconde la preoccupazione per sabato, «una giornata delicata» in cui sarebbe prevista la presenza anche degli anarchici. «Sarà il primo test per capire se riusciamo a gestire in maniera diversa le cose», spiega Sala, rivelando poi la strategia: «Più persone e più integrazione tra le forze».
Ad affiancare polizia e carabinieri, ci saranno i 500 parà della Folgore, annunciati dal governo, senza poteri di polizia. I militari, che arriveranno a Milano da Siena, saranno operativi da sabato e – da quanto emerge dal vertice – avranno un ruolo dinamico, «massima mobilità sul territorio». Il Comune, invece, metterà a disposizione droni e 300 agenti della polizia locale. Nessun appello ai cittadini a restare a casa, tantomeno l’invito agli esercenti ad abbassare le saracinesche. «Bisogna evitare la psicosi del dire “chiudiamo i negozi” perché è troppo rischioso per una città come Milano», spiega Sala.
A lanciare lo stesso messaggio è il ministro Piantedosi: «La gente non deve avere paura di vivere una condizione di normalità. È l’impegno che mi ha portato qui oggi». Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il numero uno a Palazzo Marino e il titolare del Viminale si ritrovano seduti al tavolo l’uno di fronte all’altro. Non cambiano opinione. Se per Sala era una «constatazione» che sabato in piazza Duomo ci fossero «poche forze dell’ordine», Piantedosi non ha «nulla da rimproverare» agli agenti. «Lo dimostra il numero degli arresti», commenta il ministro. Tuttavia, le tensioni tra i due sembrano stemperate. «Con Sala c’è stata massima condivisione degli obiettivi», commenta Piantedosi, che poi si sofferma sui fatti dello scorso weekend. «Quello che è accaduto è un fenomeno complesso che va affrontato in modo nuovo». Per il ministro al momento «non c’è alcuna evidenza» che i ragazzi siano «manovrati» dall’esterno. Per Piantedosi potrebbe trattarsi di un’emulazione delle devastazioni in Francia. «Ma non c’è a ora nessuna evidenza – ribadisce – che dietro ci siano le stesse menti».
Se il sindaco non esclude l’ipotesi della regia della guerra ibrida e tentativi di infiltrarsi nel mondo giovanile, non è della stessa opinione il ministro dei trasporti Salvini, presente al vertice in qualità di vicepremier: «Questi sono arrivati a Milano per rubare e devastare senza nessun tipo di ideale alle spalle». Per il leader della Lega «il disagio non c’entra nulla» con quanto accaduto e per il futuro: «Il messaggio che deve passare è che nulla resterà impunito», spiega Salvini, facendo leva sulle norme del decreto Sicurezza. Contraria alle misure la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein per cui «la repressione delle violenze non basta, serve prevenzione», dubbiosa sull’efficacia del fermo preventivo sui minorenni.
Intanto, ieri pomeriggio a Milano le forze politiche del centrosinistra si sono ritrovate in piazza della Scala al presidio, promosso dalla Cgil, dal titolo «Milano non vuole la violenza». In contemporanea, a un chilometro di distanza, si è tenuto il presidio organizzato da Futuro nazionale.