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 2026  ottobre 21 Mercoledì calendario

Bufera su Witkoff: dopo la liberazione di Hubbard ha definito Putin “compassionevole”

Compassionevole. Non è certo il termine che chiunque, nemmeno i suoi più stretti collaboratori, userebbe per descrivere Vladimir Putin. Ma preso dall’euforia per la liberazione del prigioniero americano Stephen Hubbard, in giorni di distensione nei rapporti tra Washington e Mosca, è proprio questo l’aggettivo che l’inviato speciale americano Steve Witkoff ha usato per descrivere il capo del Cremlino. “Parla tanto del fatto che il mio presidente, il presidente Trump, sia compassionevole. Anche lei è compassionevole, glielo riconosco, la lodo per questo e la ringrazio ancora”, gli ha detto direttamente nel corso della sua trasferta a San Pietroburgo.
Parole che, come prevedibile, sono costate una valanga di accuse all’inviato speciale anche da parte dei membri del Partito Repubblicano, come ad esempio il senatore John Corbyn che ha voluto ricordargli che “Putin è un assassino spietato“. Oppure come il deputato conservatore Don Bacon che ha definito le parole di Witkoff un “altro imbarazzo“. Il senatore del Gop, Thom Tillis, lo ha invece invitato a “guardare sul dizionario cosa significa compassionevole. Dovrebbe tornare in Ucraina e chiedere alla famiglie dei bambini rapiti e uccisi da Putin se pensano che sia compassionevole”.
Witkoff, però, può contare sul sostegno della Casa Bianca. Prima ha parlato il vicepresidente JD Vance che si è detto “d’accordo con il fatto che Steve abbia rivolto parole gentili a una persona che ha appena liberato un ostaggio americano. A prescindere dal fatto che si condivida o meno il sentimento di fondo, Steve è un diplomatico. Il suo lavoro consiste nell’andare laggiù e portare a termine un compito. Dovremmo tutti festeggiare questo risultato, anziché lamentarci di ciò che Steve ha detto per riuscire a ottenerlo”.
Dopo di lui, è stato il presidente Trump in persona a confermare la piena fiducia nell’operato del proprio inviato: “Suppongo che si potrebbe dire per quel motivo in particolare, allo scopo di permettere a un uomo che pensava di finire in prigione a vita di uscire”.