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 2026  ottobre 21 Mercoledì calendario

Malamovida, Aosta vieta per un mese il consumo di alcolici all’aperto

Divieto temporaneo di consumo di bevande alcoliche e superalcoliche nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, dalle 19 alle 7, per 30 giorni. Questo il provvedimento adottato dal Comune di Aosta per far fronte alla malamovida che nelle ultime settimane ha creato diversi problemi di ordine pubblico. Il provvedimento interessa il centro storico di Aosta. «La vivibilità di una città – dichiara il sindaco, Raffaele Rocco – si costruisce con un insieme di azioni coerenti. Servono strumenti che consentano di intervenire quando le regole vengono violate, ma anche spazi pubblici curati, illuminati e accessibili».
Dalla videosorveglianza all’illuminazione e la pulizia strade
Il provvedimento «intende rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine per affrontare le criticità legate a degrado urbano, disturbo della quiete pubblica e fruibilità degli spazi comuni: tutto ciò si inserisce in un percorso più ampio che comprende il potenziamento della videosorveglianza, gli interventi sull’illuminazione, la pulizia delle strade, la rigenerazione dei quartieri e la collaborazione con la Regione per sviluppare attività di educativa di strada».
Bottiglie e rifiuti abbandonati, schiamazzi e danneggiamenti
La misura è stata adottata dopo le segnalazioni da parte di residenti ed esercenti di episodi documentati e delle criticità emerse nelle zone di maggior afflusso della città. Ci sono stati comportamenti che hanno compromesso la tranquillità dei residenti e la fruizione degli spazi pubblici, con abbandono di bottiglie e rifiuti, schiamazzi e danneggiamenti».
Una misura temporanea e mirata
«Quando si verificano situazioni che incidono sulla vivibilità della città – dichiara la vicesindaca Valeria Fadda – l’Amministrazione ha il dovere di intervenire con strumenti adeguati. L’ordinanza ci consente di rafforzare la possibilità di intervento delle forze dell’ordine, rispondendo alle criticità e alle richieste che arrivano dai cittadini. È una misura temporanea e mirata, che accompagna un lavoro più ampio sulla sicurezza urbana e sul decoro. Il nostro obiettivo è tutelare chi vive la città, chi la frequenta e chi vi lavora».
Quanto si rischia di pagare
La violazione del divieto comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 5.000 euro.