repubblica.it, 21 ottobre 2026
Lindt, licenziato il Ceo
Da tempo in difficoltà, per numerosi fattori, con il titolo alla borsa svizzera che ha perso quasi il 25% del proprio valore dall’inizio dell’anno, Lindt & Sprüngli prova a risollevarsi licenziando in tronco il proprio amministratore delegato, il 65 enne Adalbert Lechner, in azienda da 33 anni. il top manager del colosso svizzero del cioccolato, ritenuto uno dei marchi elvetici del lusso, grazie tra l’altro, oltre che ai coniglietti ricoperti da stagnola dorata, ai suoi esclusivi Luxemburgerl, versione raffinata dei più popolari Macarons francesi, verrà sostituito dal 71 enne Dieter Weisskopf, attuale vice-presidente del Cda. L’annuncio del cambio al vertice avviene mentre Lindt è costretta a ridurre al ribasso le prospettive di crescita, allo 0-2%, in precedenza previste tra il 4 e il 6%. Ma, a inizio 2026, andavano dal 6 all’8%.
Le cause della crisi
L’aumento del prezzo delle fave di cacao, in parte per la chiusura dello Stretto di Hormuz, più in generale per le incertezze geopolitiche e le tensioni energetiche, ha ridotto i margini di guadagno del gruppo confrontato, pure, con la diminuita disponibilità a spendere per i suoi prodotti, ritenuti troppo cari da una clientela anch’essa alle prese con una crisi economica che riduce i redditi. E così l’aumento di fatturato registrato nei primi mesi del 2026 è tutto da imputare dal rincaro della materia prima, perché nel frattempo sono diminuiti i volumi di vendita. A ciò si è aggiunta un’estate molto calda, che non ha certamente invogliato ad acquistare cioccolato. In più Lindt è invischiata con una denuncia per sfruttamento del lavoro minorile, nelle piantagioni di cacao in Ghana e in Costa d’Avorio, intentatale dallo studio legale statunitense Right Advocates. L’azienda svizzera respinge le accuse che, tuttavia, le provocano un danno d’immagine.
Fino a qualche anno fa, di questi tempi, gli azionisti di Lindt & Sprüngli prevedevano crescite consistenti dei titoli, in vista del Natale. Stagione magica per la vendita di regali, e tra questi il cioccolato. Oggi i distributori hanno già ridotto al ribasso le loro ordinazioni, sempre a causa dei prezzi non per tutti. E rimane di monito quanto capitato, in Germania, per Pasqua, quando i coniglietti di cioccolato sono rimasti, invenduti, sugli scaffali dei supermercati. Tempi difficili, insomma, per questo emblema del Made in Switzerland, che impiega, nel mondo, 15.500 dipendenti e che si affida a testimonial del calibro di Roger Federer.