repubblica.it, 21 ottobre 2026
Google conquista il primato tra gli editori italiani: Rai superata. Meta sul podio
Per la prima volta nella storia italiana, un gigante di Internet supera i grandi gruppi editoriali e televisivi del Paese. Nell’ultima istantanea che il Garante delle Comunicazioni scatta, relativa al 2024, Google si colloca al primo posto nel SIC, la grande torta economica che comprende televisioni, giornali, radio, cinema e pubblicità.
La Rai – che finora aveva guidato la classifica – adesso scivola al secondo posto. Ma al terzo gradino del podio già la insidia Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp.
Sulla linea del traguardo, dunque, c’è il Garante AgCom che ogni anno definisce le dimensioni della torta economica del settore e anche i rapporti di forza tra le varie aziende, nazionali e internazionali.
La torta del Sic
Nel 2024, ultimo anno di rilevazione, la torta (il SIC) vale 21,8 miliardi di euro. Un valore importante, pari a quasi un punto percentuale del Pil tricolore.
Rispetto all’anno precedente (il 2023) la torta si allarga del 6,9%. Ma l’aumento delle risorse economiche non premia tutti gli editori, al contrario.
Alphabet, la società madre di Google, cresce dello 0,7% e si prende una fetta grande il 12,4% del totale. La Rai, invece, arretra dello 0,3% e deve accontentarsi di una fetta meno grande, pari al 12% delle disponibilità complessive. È un sorpasso storico, carico di significati.
La pubblicità online
Tradotte in denaro, le percentuali assegnano 2,7 miliardi a Google e 2,6 alla televisione pubblica. Una ulteriore sorpresa arriva dalla terza posizione, dove si colloca Meta (in forte risalita dalla quinta).
Il colosso di Mark Zuckerberg guadagna 1,1 punti percentuali: il dato più forte tra i maggiori operatori della comunicazione attivi in Italia. Scavalca così Comcast/Sky – che si ferma al 9,4% della torta – e anche Fininvest, ora al 9,2%.
I nuovi equilibri sono determinati soprattutto dalla capacità dei giganti di Internet di conquistare pubblicità online. Questa sfiora ormai gli 8 miliardi di euro e rappresenta il 36,6% dell’intero SIC, crescendo del 12,6% da un anno all’altro.
La pubblicità sui mezzi tradizionali, che pure aumenta del 3,4%, si ferma a 5,2 miliardi. Il divario tra i due mercati, dunque, continua ad allargarsi.