la Repubblica, 21 ottobre 2026
L’addio di García Lorca all’amore segreto
Nei primi mesi del 1936, Federico García Lorca e Juan Ramírez de Lucas, giovane colto e bellissimo col sogno di diventare attore, che il poeta chiamava affettuosamente «il biondo di Albacete», ebbero una relazione segreta. Si erano conosciuti a Madrid, durante i caotici anni della Repubblica spagnola e progettavano di fuggire insieme in Messico. Ma la Guerra Civile, con l’assassinio di Lorca, stroncò per sempre quell’amore.
Parte di questa storia è venuta fuori nel 2010, in seguito alla scomparsa di Ramírez de Lucas, che, dopo aver custodito il segreto per decenni, decise di rompere il silenzio prima di morire, lasciando ai suoi eredi i taccuini in cui aveva annotato i ricordi, una lettera di Lorca, una poesia dedicata al biondo di Albacete, fotografie, disegni e dediche. Adesso arriva nelle librerie spagnole per l’editore Seix Barral Recuerdos: breve historia de un amor, la testimonianza definitiva dell’ultimo amore di García Lorca. Un volume che costituisce un importante tassello letterario e storico dell’eredità di Lorca e contribuisce a offrire un’immagine nuova e intima del poeta negli ultimi mesi della sua vita, superando «un fitto groviglio di pregiudizi e tabù», come era nei desideri di Juan Ramírez de Lucas, e rimediando alla ferita aperta che questo grande segreto ha rappresentato nella sua esistenza.
Curate dall’ispanista Christopher Maurer e da Víctor Fernández, tra i massimi esperti di García Lorca, queste pagine mettono in luce uno degli episodi più affascinanti e meno conosciuti della letteratura spagnola del XX secolo e arrivano in un momento in cui, a 90 anni dalla morte di Lorca, si riaccende l’interesse intorno alla sua figura. Come dimostra anche l’uscita nelle sale spagnole, nei giorni scorsi, del documentarioLa voz quebrada (La voce spezzata) di Manuel Menchón, basato anch’esso sulla relazione tra il poeta e lo studente diciannovenne. Entrambi, libro e film, ci aiutano a ricostruire gli ultimi tre mesi dell’autore di Nozze di sangue e Romancero gitano, da maggio a luglio del 1936, in una Madrid turbolenta: tre mesi il cui ricordo è durato oltre settant’anni, custodito in segreto nel cuore di Ramírez de Lucas.
In particolare, l’importanza di questi Recuerdos va ricondotta al fatto di essere l’unica narrazione autobiografica consistente scritta da uno degli uomini che hanno amato Lorca, dunque una testimonianza eccezionale. E impressionante è il silenzio mantenuto per anni, in un mondo che consumava con avidità ogni nuovo dettaglio sulla vita del poeta.
Tra le pagine inedite, il racconto dell’incontro alla stazione di Atocha a Madrid il 13 luglio 1936, dove la coppia si saluta quando Lorca parte per Granada. «Due mesi passano in fretta», sono le parole con cui il poeta cerca di consolare il giovane innamorato, che non riesce a trattenere le lacrime. Il giorno dopo, il “biondo” è in viaggio verso Albacete per ottenere dal padre il permesso di accompagnare Federico in Messico, dato che non aveva ancora raggiunto la maggiore età (all’epoca ancora 21 anni). Autorizzazione che, come temeva, il giovane amante si vede rifiutare dal «macho don Otoniel», che aveva per il figlio ben altri progetti. La discussione, anzi, degenera in aperta minaccia, rasentando lo scontro fisico. Lorca sarebbe stato il primo a venire a sapere della disputa tra padre e figlio e il 16 luglio del 1936, a un mese dalla morte, risponde con una lunga lettera in cui supplica il suoquerido Juanito di gestire con tatto la spiacevole questione: «Su di me puoi sempre contare», scrive, «ti chiedo di essere diplomatico e di non farti travolgere dagli eventi. Anche a me sono successe cose gravi, per non dire terribili, non lasciarti andare alla tristezza». L’importanza di questa lettera, sostengono i curatori, costringe a ripensare l’epistolario completo di García Lorca. E lo stesso vale per la poesia per il biondo di Albacete che non figura in nessuna antologia.
Del resto, né biografi né ricercatori avevano mai citato Ramírez de Lucas nelle molte pagine pubblicate sul poeta in questi nove decenni. Segno che la sua legge del silenzio ha funzionato alla perfezione. Almeno fino ad ora.