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 2026  ottobre 21 Mercoledì calendario

Torino, in Sala Rossa è scontro su «piazza Fallaci»

In Fiori rosa, fiori di pesco, Lucio Battisti raccontava lo stallo (emotivo) provocato da una lei senza immaginare che, oltre mezzo secolo dopo, anche il suo ricordo toponomastico sarebbe rimasto bloccato sempre per una donna. Non una qualunque, ma Oriana Fallaci, grande giornalista, inviata coraggiosa anche nelle prese di posizione. Il suo nome è diventato il nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione in Sala Rossa, dopo il no del Pd alla richiesta di Forza Italia, firmata dal vicepresidente del Consiglio comunale Domenico Garcea, di intitolarle l’area verde della piazzetta senza nome nel cuore di Barriera di Milano.
«Fallaci è stata una figura di grande rilievo culturale, ma altrettanto divisiva – spiega il capogruppo dem Claudio Cerrato —. La proposta è strumentale, lanciata senza alcun percorso di condivisione politica. Abbiamo chiesto di accantonarla per procedere con le altre intitolazioni, ma Garcea si è opposto, sostenendo che così rischia di essere divisivo anche il nome di Carmen Casapieri, ex deputata pci». Lo scontro era prevedibile da quando, quest’estate, Garcea, raccogliendo la segnalazione del Centro Pannunzio, aveva formalizzato la proposta per lo slargo di via Mercadante, noto ai residenti come quello delle «tre cabine telefoniche».
Scelta che ha acceso subito le polemiche. In passato la Circoscrizione 6 aveva riservato lo spazio a un musicista, in sintonia con le targhe del vicinato, tutte dedicate ai grandi nomi degli spartiti. A far discutere, però, è soprattutto la scelta di Barriera, quartiere multietnico, dove vive lo stesso Garcea, difficile da conciliare con le idee dell’autrice de La rabbia e l’orgoglio, schierata contro l’islamizzazione dell’Europa. «Il Pd mi ha chiesto di mettere da parte Fallaci per approvare gli altri nomi in elenco. Ho rifiutato per non cadere in una trappola. A questo punto ogni proposta rischia di essere divisiva», replica il consigliere azzurro, che ha incassato l’appoggio di FdI e dei futuri alleati di Torino Bellissima, che hanno «boicottato» la riunione. Mentre Andrea Russi, capogruppo dei Cinquestelle, critico rispetto alla Fallaci, tanto da aver contrapposto «piazza Tiziano Terzani», dichiara: «È grave trasformare la toponomastica in una moneta di scambio tra partiti. Se l’assenza del centrodestra dipende davvero da questa vicenda, il sospetto che l’intitolazione sia stata usata come bandiera politica si rafforza. E intanto a pagare sono tutte le altre proposte in attesa».
Le regole della commissione sono rigide: per approvare un nome servono i tre quarti dei voti della Sala Rossa, quindi la maggioranza deve necessariamente dialogare con le opposizioni. Le proposte rischiano, dopo 90 giorni, di decadere d’ufficio. «Sono state richieste altre proposte. Non solo Pino Bonfratello, ma anche il giardino Battisti, proposto dal centrodestra in Due», fa capire Cerrato. Amaro il commento del radicale Silvio Viale: «Se non si cambia la regola dei tre quarti, senza una mediazione politica si è bloccati». Tra le sue proposte toponomastiche «a rischio» c’è anche quella in ricordo dell’ex assessore Giorgio Balmas.