corriere.it, 21 ottobre 2026
L’agenzia fotografica Getty a rischio fallimento
La celebre agenzia fotografica Getty Images è in crisi finanziaria e ha chiesto al tribunale del Delaware di poter accedere alla procedura di ristrutturazione del debito. Getty ha fatto istanza di Chapter 11 negli Stati Uniti per ottenere protezione dalle azioni dei creditori, con cui sta lavorando a un accordo.
L’intesa con i creditori
Se l’intesa andrà a buon fine, l’agenzia otterrà la cancellazione di debiti per 270 milioni di dollari e un’iniezione di capitali per 533 milioni da parte della famiglia fondatrice Getty e Koch Equity Development, braccio di investimento del colosso industriale americano Koch. La procedura porterà all’uscita di Getty Images da Wall Street, dove nell’ultimo anno il titolo ha perso oltre il 99% del suo valore, diventando una penny stock, un’azione con un prezzo ben al di sotto del dollaro.
La storia finanziaria
Le radici della crisi di Getty Images affondano anzitutto nella montagna di debiti accumulati dalla società. Fondata nel 1995 da Mark Getty, erede di una ricca dinastia petrolifera, l’agenzia è passata nel tempo sotto il controllo di due fondi di private equity – Hellman & Friedman e Carlyle – che ne hanno accelerato la traiettoria di crescita con numerose acquisizioni. Ma che ne hanno anche appesantito il bilancio con il ricorso continuo alla leva finanziaria.
I numeri di bilancio
Nel 2018 Getty Images è poi tornata sotto il controllo della famiglia in una operazione da 3 miliardi di dollari. Il debito accumulato negli anni ha però continuato a gravare sui conti della società e il suo peso è aumentato negli ultimi anni di pari passo con l’incremento dei tassi di interesse: nel 2025, così, l’agenzia ha chiuso il bilancio in perdita per 206 milioni a fronte di ricavi per 981 milioni.
L’affare con Shutterstock
Per risollevare le sorti dell’azienda e agganciare il treno dell’intelligenza artificiale generativa, la famiglia Getty ha tentato una fusione da 3,8 miliardi con Shutterstock. Annunciata a gennaio 2025, l’aggregazione è stata contestata dall’Antitrust britannico che ha chiesto pesanti rimedi per tutelare la concorrenza. A giugno 2026, così, Getty Images ha deciso di abbandonare l’affare.
I costi della rinuncia
La rinuncia è costata cara. Getty è infatti stata non solo costretta a pagare comunque un conto da 100 milioni per i servizi di consulenza offerti da banche d’affari e avvocati per l’unione fallita con Shutterstock. Ma si è anche trovata senza un piano B per affrontare la concorrenza sempre più aggressiva delle immagini create dall’Ai. L’accordo con OpenAI stretto alla fine di giugno è così parso agli investitori più una resa che un progetto di rilancio, dal momento che in passato Getty aveva ingaggiato un’aspra contesa sulla proprietà intellettuale contro un’altra azienda dell’Ai.
Il prossimo capitolo
Il rimbalzo del titolo dopo l’intesa con OpenAi si è così rivelato di breve momento e, presto, le azioni di Getty hanno ripreso la loro discesa a Wall Street. Di pari passo, è scemata anche la fiducia dei creditori nelle prospettive dell’azienda che, a inizio settembre, ha mancato il pagamento degli interessi su alcune obbligazioni. Da qui l’avvio della procedura di ristrutturazione che dovrebbe aprire un nuovo capitolo per la storica agenzia, stavolta lontano dalla Borsa.