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 2026  ottobre 21 Mercoledì calendario

Welfare, spesa a 715 miliardi. Metà è previdenza

In Italia, la spesa per il welfare ha toccato i 693 miliardi di euro nel 2025, pari al 60% della spesa pubblica complessiva. E quest’anno raggiungerà i 715 miliardi di euro. Quasi metà delle risorse (49,5%) viene assorbita dalla previdenza. Se proseguissero le dinamiche di crescita degli ultimi dieci anni, nel 2037 la spesa per lo stato sociale potrebbe superare i mille miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto 2026 del think tank «Welfare, Italia», promosso da Unipol con Teha Group.
La sostenibilità del welfare è condizionata dalle dinamiche demografiche: nel 2025 le nascite sono scese al minimo storico di 355 mila ed entro il 2050 le persone in età da lavoro potrebbero diminuire di 6 milioni. «Le dinamiche sociali ed economiche stanno modificando composizione demografica, domande sociali, bisogni, incidendo sui nostri sistemi di tutela, che si trovano di fronte anche a scelte di sostenibilità», ha evidenziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al forum.
Nel confronto europeo, l’Italia registra un’incidenza della spesa previdenziale sul Pil del 16,3%, superiore alla media dell’Eurozona (12,5%), mentre le risorse destinate a sanità (6,6%) e istruzione (4%) risultano inferiori alle rispettive medie dell’Eurozona (7,5% e 4,6%). L’offerta di servizi di welfare continua a presentare differenze significative da un territorio all’altro. Nell’ambito dei servizi educativi per la prima infanzia, al Sud ci sono 19,3 posti ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, contro i 37,9 del Nord. Per sostenere il welfare il rapporto propone di valorizzare salute e assistenza, investire nelle competenze e nell’occupazione e sostenere l’autonomia dei giovani. Il presidente di Unipol Carlo Cimbri ha posto l’accento sulla crescita, sottolineando che «c’è welfare se c’è la produzione e se c’è valore aggiunto alla produzione».